Mentre uno degli argomenti principali che ci sono sul tavolo dell'esecutivo e che verranno discussi definitivamente proprio domani mattina in consiglio dei ministri è l'Imu sulla prima casa e sui capannoni (lo slittamento della rata di quest'ultimo verrà probabilmnete rinviato a data da destinarsi), il capogruppo alla Camera del Pdl Renato Brunetta in una recente intervista ha parlato si dello stopo Imu, ma anche di una riforma più articolata e strutturale su tutta la fiscalità immobiliare.
Si trattarebbe di una revisione totale del sistema che regola le imposte da corrispondere sugli immobili, non solamente le abitazioni, ma anche negozi, alberghi, capannoni e attività commerciali, e dovrebbe approdare sui banchi del governo entro agosto 2013.
Intanto nell'ambito dello stop rata Imu prima casa alcune fila politiche si dicono soddisfatte degli interventi presi, mentre altre, come Scelta Civica, è in totale disaccordo sul fatto di non sospendere la tassa anche per le imprese visto che il vero problema del paese è proprio il rilancio delle attività produttive.
Comunque da quello che fino ad ora si è appreso, ed in attesa di documenti ufficiali, si tratterebbe solo di un rinvio del pagamento della prima rata, quindi in fin dei conti non c'è tanto da stare allegri; la realtà è la seguente, se si vuole veramente incentivare le persone al consumo di beni, ed è di questo che abbiamo bisogno per riavviare l'economia reale e le imprese, l'unico vero modo per ottenere questo risultato è lasciare maggiore ricchezza nelle tasche dei potenziali consumatori, quindi nel contesto si potrebbe per esempio: eliminarla completamente dalla prima casa quando per prima casa si abbia un'immobile con valore commerciale minore ai 500 mila euro, applicarla proquota al 50% tra locatore e conduttore (nel caso d'immobili in affitto), farla pagare anche alla Chiesa.