Il Consiglio dei Ministri ha varato il Decreto occupazione. La cifra stanziata dal Governo ammonta a un miliardo di euro, risorse dirottate dai fondi europei per l'occupazione giovanile e dai fondi destinati al contrasto della povertà nel Sud. Questi soldi verranno impiegati per ridurre il carico fiscale in capo alle imprese che assumeranno giovani di età inferiore ai 30 anni.

Il miliardo di euro stanziato e immediatamente disponibile, verrà in tal modo ripartito:

- 500 milioni di euro serviranno per la decontribuzione dei nuovi assunti nel Sud con contratto a tempo indeterminato (in tal senso, da qui al 2015 si prevedono fino a 50 mila nuove assunzioni);

- 400 milioni di euro saranno divisi in due parti: 200 milioni saranno destinati a nuovi tirocini, gli altri 200 milioni serviranno al rifinanziamento della legge sull'imprenditoria giovanile;

- 100 milioni di euro saranno destinati a cooperative del terzo settore, formate da giovani.

Queste misure, si stima, dovrebbero portare alla creazione di 70 mila nuovi posti di lavoro; si pensa, inoltre, a nuove misure che favoriscano la stabilizzazione dei giovani assunti a tempo indeterminato. Ecco quanto dichiarato dal premier Enrico Letta, in seguito al varo del Decreto: "È un intervento significativo, coperto in parte con fondi nazionali e in parte con fondi europei. Servirà ad assumere in 18 mesi 200 mila giovani con un'intensità maggiore nel centro Sud. Ma è un provvedimento che riguarda tutto il Paese. Vogliamo dare un colpo duro alla piaga della disoccupazione giovanile".

Per quel che concerne gli incentivi, è prevista una decontribuzione, per chi assume giovani sotto i 30 anni, per un massimo di 650 euro al mese a lavoratore, per un totale di 18 mesi.

Ma proviamo a capire quali sono i requisiti previsti per poter beneficiare delle nuove misure:

- essere privo di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;

- essere privo di un diploma di scuola media superiore o professionale;

- vivere da solo con una o più persone a carico.

A questo punto, quello che viene, lecitamente, da domandarsi è questo: quanti sono, oggi e in Italia, i giovani che posseggono tutti e 3 i requisiti previsti? Quanti giovani sotto i 30 anni, senza lavoro da almeno 6 mesi e con delle persone a carico, scelgono oggi di andare a vivere da soli