Ognigiorno in Italia i media ed i giornali parlano di crisidell'occupazione, soprattutto giovanile ma non solo (ricordiamo ilgrave problema degli esodati) per poi scoprire che proprio in Italiaci sono ben 150mila posti di lavoro disponibili, che nessuno cerca enessuno vuole.
Sitratta dei cosiddetti “lavoro dimenticati”, facenti parte dellacategoria degli artigiani, come il falegname, il panettiere, ilsarto, il calzolaio, il vetraio, solo per fare qualche esempio.
Questoè quanto emerge da una ricerca condotta dalla Fondazione StudiConsulenti del Lavoro, a seguito dell'elaborazione dei dati di 28milaiscritti che gestiscono un milione di aziende.
I dati sono stati diffusi in occasione del Festival del Lavoro,tenutosi proprio ieri 20 giugno 2013 nella città di Fiuggi : “InItalia” - si legge nel documento - “molti posti sono vacantie soprattutto i giovani cercano sempre le stesse strade, spessocontorte a causa della crisi” -continua-“La crisi è evidente, ma il lavoro in alcune sueaccezioni non sembrerebbe mancare: tutti i posti per cui non c'èdomanda, ma sussiste un altissimo livello dell'offerta, sono icosiddetti posti in piedi, ovvero quei lavori da svolgesimanualmente”.
Infatti svolgendo brevi ricerche si viene facilmente a scoprire chein Italia mancano i panettieri, lavoro snobbato perché certamenteduro, con turni che interessano la tarda nottata o la mattina dibuon'ora.
Le stime indicano che i posti disponibili in questo settore sono, adoggi, 1.040, non arrivando a coprire nemmeno il 39% di questeposizioni vacanti.
Un altro lavoro di quelli particolarmente snobbati, risulta esserequello del falegname, mestiere artigianale in cui si può guadagnareanche molto bene e dove peraltro si può anche scegliere quale“specializzazione” preferire (creare mobili, serramenti e infissi, oppure dedicarsi solo al montaggio e installazione dei suddetti).
La strada non è certo tutta in discesa perché è necessario unapprendistato prima di mettersi in proprio, ma la stessa cosa vale adesempio per professioni intellettuali quali avvocato o architetto.
Altri due lavori che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare,sembra invece vengano sistematicamente rifiutati, sarebbero quellidel barista e del cameriere.
I motivi potrebbero risiedere principalmente negli orari notturni,tanto che spesso questi posti vengono ricoperti da studentiuniversitari, che cercano di mantenersi agli studi.
Nonostanteciò, nel comparto della ristorazione e in quello dei bar mancanofigure professionali nell'ordine del 14%.
Infine,posti vacanti si riscontrano nel campo della pasticceria (oraripesanti con sveglia alle 4-5 del mattino), nel campo della macelleriain cui non è coperto il 10% dei posti disponibili nelle aziende delsettore, nel campo della sartoria dove sarebbero disponibiliaddirittura circa 2.000 posti.
Cisono, poi, altre professioni ricercate che faticano non poco atrovare risposte soddisfacenti nel mercato del lavoro.
Traqueste, ci sono sicuramente la categoria degli infermieriprofessionali (ricordo che qui è necessaria una laurea triennale).
Solonel 2012 infatti, si è registrata una richiesta di 22.000 nuoveunità, a fronte della quale, anche a causa del numero chiuso impostodal sistema universitario italiano e la poca attrattiva del lavoroche non è adatto a tutti, si è imposto il ricorso all'utilizzo dimolto personale straniero, in molti casi in possesso di titoli distudio ottenuti a seguito di percorsi formativi non del tuttostandardizzati.
Stessodiscorso vale per gli operatori socio-sanitari e socio-assistenziali,figure molto richieste e dove, previo corso di formazione di duratanon superiore ai 18 mesi ed il cui accesso è consentito anche a chiha solo conseguito la licenza media, è possibile trovare agevolmentelavoro (gli stipendi però non sono molto alti).
Questidati quindi indicano che se si vuole ottenere uno sviluppo economicoadeguato ed equilibrato, nonché ridurre la disoccupazione, èopportuno informare e formare i giovani della presenza di questeprofessioni molto creative e che danno soddisfazioni, incentivandolia percorrere questa strada.