Eccoci arrivati nell'era dei temporary shops. In italiano, negozi a termine. Cosa sono esattamente? E come mai, dopo essere nati agli inizi del 2000 in Inghilterra, si stanno espandendo a macchia d'olio anche in Italia?

Nello specifico, questi particolari negozi, in Italia, hanno avuto la luce a partire dal 2003. Il primo temporary shop aperto in Italia fu quello di Corso Como, a Milano. Per la precisione i temporary shops sono degli spazi vuoti, presenti in luoghi di frequente passaggio, come stazioni, aereoporti etc. e sono, a tutti gli effetti, dei punti creati apposta per pubblicizzare marchi che chiedono pubblicità.

I temporary shops si stanno diffondendo a macchia d'olio nel nostro Paese, ma quasi esclusivamente a Milano e nel Nord Italia. Questa sorta di punti per pubblicizzare brands, spendendo relativamente poco ed avendo una visibilità ottima, hanno, come il nome stesso ci fa intuire, una vita breve che al massimo raggiunge i 30 giorni.

In certe postazioni poi, basta poco per attirare l'attenzione della gente senza diventare noiosi. Una quindicina di giorni bastano e avanzano. Poi, lo spazio in questione può essere affittato da altri. A questo punto c'è da chiedersi che tipo di marchi sono maggiormente pubblicizzati e se c'è la possibilità per un giovane di mettere in mostra le proprie idee e progetti.

Iniziando dai marchi, la stragrande maggioranza coinvolge brands relativi a moda e design, con una piccolissima percentuale di pubblicità di alimenti. Cosa molto importante, per affittare questi temporary shops, basta la partita Iva. Nessuna licenza da prendere e niente burocrazie all'italiana. Son facilitati, affrontando l'argomento di cui sopra, i giovani che vogliono proporre le proprie idee commerciali.