Pensioni lavoratori precoci e lavori usuranti, quali prospettive di cambiamento per queste due categorie di lavoratori che rivendicano il diritto a un trattamento specifico, non a torto? Non possiamo dire che le ultime notizie sul fronte pensioni di lavoratori precoci e lavori usuranti siano particolarmente incoraggianti. Si galleggia tra dichiarazioni, buoni propositi, smentite e controsmentite, ma in quanto a fatti, non sembra che potremo vederne, almeno a breve termine.
Per chi segue la questione della riforma pensioni per lavoratori precoci e per lavori usuranti, una certe carenza di informazioni in merito a queste due specifiche categorie è la prassi.
Mentre per il caso ancor più specifico dei Quota 96 della scuola (che patiscono il clamoroso errore della riforma fornero sulla considerazione degli solari anziché scolastici), le notizie non mancano, sul fronte dei lavoratori precoci e delle pensioni per lavori usuranti poco si muove.
La possibilità di un sistema previdenziale flessibile come ipotizzato da Damiano non sembra che si farà, causa mancanza di fondi, e proprio per mancanza di risorse i ministri Giovannini e Saccomanni hanno scartato una gran quantità di proposte. L'ultima idea del ministro Giovannini di un pensionamento anticipato anche per precoci e usuranti basato su un prestito da ripagare con il proprio assegno pensionistico nel corso degli anni, non ha incontrato una buona accoglienza (per usare un eufemismo).
Ma allora quali sono le prospettive di cambiamento per il futuro?
Per restare con i piedi per terra, le prospettive per le pensioni di lavoratori precoci e su lavori usuranti vertono su ulteriori attese e rinvii. Purtroppo dal Governo Letta, a parte parole a favore di un trattamento specifico per queste due categorie, è giunto pochissimo. Sebbene sia lecito sperare che nel corso delle prossime due settimane vengano finalmente formulate e discusse proposte serie per precoci e usuranti, è purtroppo vero che non vi sono grandi segni premonitori in questo senso. A parte poche piccole misure (come la salvaguardia di nuovi esodati) il Governo sull'intero fronte pensioni ha fatto pochissimo, e anche i discussissimi Quota 96 sono ormai rassegnati a una nuova attesa.
Anche sul fronte delle pensioni per lavori usuranti e lavoratori precoci, più che sperare in soluzioni a breve termine, si può sperare in soluzioni che arrivino entro l'autunno. Se lo augurano diversi politici ma soprattutto se lo augurano i tantissimi cittadini italiani che soffrono di una mancanza di trattamento specifico e più equo per le due categorie.