Riforma pensioni Governo Letta, Brunetta: il nostro sistema equilibrato e tra i più avanzati se consideriamo i parametri europei. Le dichiarazioni del capogruppo del Popolo della Libertà alla Camera lasciano piuttosto perplessi i tanti cittadini italiani che aspettano con ansia una riforma del sistema pensionistico.
Sull'idea di una riforma delle pensioni del Governo Letta è di recente tornato a dire la sua Renato Brunetta. Il capogruppo PDL ha dichiarato che "dal punto di vista macroeconomico, il sistema pensionistico italiano, salvo qualche coda su cui si sta lavorando, non solo è in equilibrio, ma rappresenta una delle soluzioni più avanzate rispetto ai parametri europei".
Ma è davvero così?
Le cifre da capogiro delle pensioni d'oro e d'argento e le cifre modestissime delle pensioni più basse non sembrano suggerire un grandissimo equilibrio, ma su tale questione pende sempre la bocciatura della Corte Costituzionale sugli interventi mirati a una platea ristretta di cittadini. Per Brunetta questo ostacolo a una redistribuzione delle pensioni è insormontabile, ma non tutti la pensano come lui. Ferrero di Rifondazione Comunista ha spiegato tempo fa perché una redistribuzione è fattibile e come farla, e di recente anche il ministro Giovannini ha dichiarato di star soppesando possibilità in questo senso.
Rimane poi qualche dubbio poi, in merito a una riforma pensioni del Governo Letta, sulla definizione del nostro sistema pensionistico come di uno dei più avanzati se si eccettua "qualche coda su cui si sta lavorando".
Forse "qualche coda" è un'espressione eufemistica, se consideriamo il problema ancora aperto degli esodati, l'incredibile blocco dei Quota 96 per un errore nella riforma Fornero, la mancanza di trattamento specifico soddisfacente per lavoratori precoci e lavori usuranti.
Purtroppo queste "code" rappresentano problemi drammatici del nostro sistema pensionistico, e già da mesi si attendono soluzioni in questo senso. Brunetta chiarisce che su questo "si sta lavorando", ma su quando arriveranno davvero le misure in grado di risolvere i problemi che esasperano categorie così ampie di lavoratori italiani, ancora non è facile fare previsioni.