Il sistema pensionistico italiano uno dei più avanzati d'Europa? Le ultime esternazioni di Renato Brunetta sul tema della riforma delle pensioni hanno suscitato un vespaio di polemiche.
L'ex titolare della pubblica amministrazione negli scorsi giorni aveva invitato il ministro del lavoro Enrico Giovannini ad accantonare l'idea di un intervento sugli assegni pensionistici più alti, le cosiddette pensioni d'oro e d'argento. Il motivo? Nel sistema italiano non sono ammissibili misure che vadano a colpire una determinata categoria, ma ogni intervento deve avere portata universale, come ha ribadito la recente sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il contributo di solidarietà.
Quindi, o si interviene su tutte le pensioni, o non si fa niente. E modificare l'intero impianto pensionistico è, secondo Brunetta, impossibile. Anche perchè, ed ecco la frase incriminata, "dal punto di vista macroeconomico, il sistema pensionistico italiano, salvo qualche coda su cui si sta lavorando, non solo è in equilibrio, ma rappresenta una delle soluzioni più avanzate rispetto ai parametri europei".
Immediata la reazione, tra gli altri, di Cecilia Carmassi, membro del Partito Democratico con deleghe alle politiche sociali e lavoro. "Il nostro sistema pensionistico uno dei più avanzati? Brunetta ancora una volta si schiera a favore dei più forti" afferma la Carmassi in un intervento riportato sul sito PD.
"Lo vada a raccontare - prosegue - alle tante donne che con la scusa della parificazione con gli uomini oggi vanno in pensione più tardi e con pensioni più basse".
E che, guardando ai dati Istat secondo i quali la pensione media delle donne non supera una volta e mezzo la pensione minima, "dovranno lavorare fino a 70 anni, mentre devono far fronte ad un carico di cura che il governo in questi anni ha scaricato interamente su di loro".
Seoondo punto, i giovani: "lo vada a raccontare- continua l'esponente del PD - ai più giovani che entrano con difficoltà nel mercato del lavoro e hanno discontinuità di contribuzione. In base al nuovo sistema contributivo, dopo aver lavorato una vita non avrebbero una pensione alta nemmeno se finissero la carriera da manager".
"Brunetta e il PdL difendano pure l'esistente - conclude la Carmassi - noi ci preoccupiamo di assicurare più giustizia sociale.
Chi oggi ha pensioni d'oro prenderebbe molto meno se fosse andato in pensione col sistema contributivo". Ed ecco l'idea: trasformiamo la differenza in contributo di solidarietà, per rendere realmente il sistema previdenziale sostenibile nel tempo e non limitarsi a scaricare su giovani e donne i diritti acquisiti di altri".