La Tares è più cara, decisamente più cara rispetto alla vecchia tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (Tarsu) ed alla Tia, la tariffa di igiene ambientale. La differenza a svantaggio degli italiani è pari all'incirca a 2 miliardi di euro in più da sborsare rispetto al precedente prelievo sui rifiuti.
Questo è quanto attraverso il proprio ufficio studi ha rilevato la Cgia di Mestre con un'elaborazione da cui è in particolare emerso come l'importo medio per la Tares 2013, a carico delle famiglie, si attesterà quest'anno sui 450 euro.
Insomma, senza tanto girarci intorno, trattasi in tutto e per tutto di una stangata visto che l'Associazione degli artigiani mestrina ha rilevato che tredici anni fa le famiglie pagavano in media per la tassa sui rifiuti 270 euro l'anno.
L'aumento della Tares rispetto alle vecchie Tarsu e Tia è tra l'altro ingiustificato visto che negli ultimi anni è aumentata la raccolta differenziata, e c'è stata una conseguente riduzione dei costi di smaltimento. Non a caso Giuseppe Bortolussi, il segretario della Cgia di Mestre, non si spiega come nel 2013 per la Tares le famiglie saranno chiamate a pagare degli importi così alti.
Il passaggio dalla Tarsu alla Tares è quindi tutt'altro che indolore per le famiglie, ma anche i Comuni italiani non se la passano meglio in quanto ora con la nuova tassa gli Enti locali devono reperire tutte le risorse necessarie per coprire interamente i costi non solo per il servizio di raccolta, ma anche per lo smaltimento dei rifiuti.