La ripresa sta per arrivare? Le imprese e gli imprenditorise lo chiedono. La conferma del momento interlocutorio arriva dall'andamentomensile sul clima di fiducia delle aziende che l'Istat elabora ogni trentagiorni.
L'Istituto nazionale di statistica ha diffuso ieri le cifresulle aspettative delle imprese italiane nel mese di dicembre. L'indice chemisura il clima di fiducia della nostra economia fa registrare un timido miglioramentocomplessivo rispetto a novembre, passando a 83,6 contro l'83,4 del meseprecedente. I dati sono calcolati su base nell'anno 2005 con l'indice IESI (Istat economic sentiment indicator).
Settore per settore lo scenario, però, è una lettura inchiaro scuro: a dimostrazione di comel'attuale momento economico sia decriptato in maniera diversa da imprese cheoperano in ambiti diversi. Costruzioni e industria fanno registrare gli incrementimaggiori, mentre nel commercio al dettaglio il clima di fiducia è in nettocalo.
Nel settore manifatturiero le prospettive sono positive, conaspettative sul futuro che si attestano a 98,2 contro il 98 di novembre. Sitratta di apprezzamenti congiunturali. Infatti, le attese sia sugli ordinativiche sulle scorte fanno segnare in questo settore, nel mese di dicembre, ilsegno meno (rispettivamente da -25 a -27). I raggruppamenti dei beni al consumo e dei beniintermedi esprimono la fiducia delle aziende sulla ripresa, che passano da 97,6 a 98,9 e da 99,2 a 101,1.
È probabileche il prolungamento degli incentivi sull'acquisto di mobili edelettrodomestici abbia influenzato queste attese. Un segnale che fa bensperare. Al quale fa eco il settore delle costruzioni il cui clima di fiduciaarriva a 82,6 anche se a livello di ordinativi e di attese occupazionali siritorna con un clima di fiducia in campo negativo.
Il settore del commercio è quello che vede maggiormente ilbicchiere mezzo vuoto. Colpito dalla contrazione dei consumi fa segnareaspettative negative rispetto a novembre soprattutto nel tradizionale: in un mese come dicembre normalmente dedicato agli acquisti; ma che ferma il clima di fiducia al 90,2. Stabile, invece, quello della grande distribuzione che rimanea quota 91,5.