Sembrava potesse essere la volta buona: iniziata sotto i migliori auspici, la spending review 2014 è stata presentata come il biglietto da visita del nuovo governo Renzi, con tagli a politica e caste sbandierati  ai quattro venti e programmi di risparmio per 35 miliardi di euro in soli tre anni. E poi?



Poi Renzi ha iniziato ad esprimersi sulle proposte inserite da Cottarelli nella sua spending review e il commissario ha cominciato a perdere di forza e credibilità. Una credibilità messa in dubbio, fra le righe, anche da Poletti, deciso nel ribadire come quelle di Cottarelli a proposito della spending review 2014 siano solo proposte che poi l’organo collegiale governativo dovrà valutare.

Tradotto, Cottarelli può solo proporre, noi abbiamo il potere di bocciare tutto. Ma cosa succede se il programma di tagli alla casta viene ad essere gestito da chi della casta fa parte?

Spending review 2014, Cottarelli e i suoi 21mila euro al mese: ingaggio da commissario e pensione dal Fmi – Guadagni alle stelle ed è polemica



Nel corso di una recente intervista rilasciata al Tempo, Cottarelli, commissario designato per gestire il programma di tagli della spending review 2014, ha dichiarato di guadagnare 260mila euro l’anno, frutto di un compenso da responsabile della politica di tagli che si aggira sui 12mila euro al mese più  una pensione percepita dal Fmi (220mila euro l’anno), diretta conseguenza delle dimissioni presentate dallo stesso Cottarelli all’organismo internazionale all’indomani della sua elezione da Commissario (ottobre 2013).



A conti fatti fanno 21.000 euro al mese, non male per uno che dovrebbe far rientrare la spesa pubblica entro certo limiti e che recentemente ha messo in discussione le laute parcelle – laute non quanto la sua ad esser onesti – di dirigenti e manager pubblici.



Per completare il quadro, il commissario alla spending review 2014 possiede un appartamento del valore di 850mila dollari a Washington e un’altra casa a Cremona dal valore stimato di circa 250mila euro. Inoltre, come ricordato anche dal Giornale.it, Cottarelli può vantare una partecipazione nel fondo di investimento Azimut dal valore complessivo di 1,8 milioni.



Al di là della conseguente polemica scatenatisi sui guadagni di Cottarelli, il programma di tagli stilato non sta convincendo Renzi, che nel corso di alcune recenti dichiarazioni, in sintonia con quanto affermato anche dal Ministro del Lavoro Poletti, ha sottolineato come le sue siano solo proposte che il governo dovrà poi valutare.



Intanto ne ha già bocciato alcune, come l’ipotesi di istituire un contributo speciale sulle pensioni al di sopra dei 26.000 euro l’anno o quella di prevedere tagli alle pensioni di invalidità, con Poletti ad avergli fatto eco sottolineando come nessun decremento sarà approvato senza il parere positivo dell’esecutivo ed evidenziando come la vera lotta sarà quella contro i falsi invalidi.



Ultima bocciatura ordita da Renzi a Cottarelli, sempre più commissario di uno spending review 2014 che non decolla, la tabella di risparmio complessiva fissata, con i 35 miliardi di euro giudicati eccessivi dall’ex sindaco di Firenze, che ha abbassato l’asticella a 23-24 miliardi di euro.



A completare il quadro il pesante richiamo giunto quest’oggi dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha detto ‘stop ai tagli immotivati’ e auspicato ‘la formazione di un nuovo ordine di priorità’.



Insomma, non sembra essersi creato il giusto feeling tra Cottarelli, commissario alla spending review 2014 ma designato a partire dall’ottobre 2013, e Renzi, con la stessa spending review che stenta a decollare. Il tutto con buona pace di quanti, Renzi in primis, l’avevano etichettata come foriera di possibili storiche novità.



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