È partito l'obbligo per lavoratori autonomi, imprese e liberi professionisti di dotarsi di Pos per permettere ai clienti di poter pagare con moneta elettronica per tutti gli importi equivalenti o superiori ai 30 euro; per quelli inferiori rimane valido il pagamento in contanti. Da oggi, quindi, si potrà pretendere di pagare con carta di debito ovunque; il ristorante, il notaio, l'idraulico, il falegname, il parrucchiere e via discorrendo.

Nessuna sanzione è prevista, per il momento, per chi non si doterà di tale metodo di pagamento lasciando tutto invariato; l'unica variabile sarà determinata dal cliente che, preferendo pagare tramite Pos, si potrà rivolgere a chi è fornito di tale servizio.

La Confesercenti rimane critica. Infatti secondo una ricerca della Swg, le imprese per dotarsi di tale servizio avranno un surplus di spesa pari a circa 5 miliardi di euro, mentre gli italiani intenzionati ad utilizzare tale metodo di pagamento sarebbero poco più del 30%.

Sempre secondo l'associazione di categoria, mediamente un'impresa dovrà sostenere una spesa di circa 1.700,00 euro annuali per installazione e transazioni effettuate tramite pagamento elettronico, cifra che stride fortemente con una crisi economica che ha investito il settore in maniera decisiva e che solo ora, sembrerebbe, avere qualche piccolissimo segnale di ripresa; aggiungere dei costi nella gestione di un impresa, non fa altro che annullare questi piccoli segnali.

In modo differente la pensano i consumatori, contenti di poter utilizzare questo metodo di pagamento anche in esercizi finora sprovvisti di tale metodo. Infatti secondo alcune associazioni di categoria, in difesa del cliente, la tracciabilità del pagamento è utile per cercare di diminuire il fenomeno dell'evasione fiscale, e consente anche al cliente di avere meno contante a disposizione, evitando anche banalissimi furti di denaro.

Insomma secondo queste associazioni di categoria, il non portare al seguito il contante, ma utilizzare questo metodo di pagamento, risulterebbe più sicuro per il consumatore e per l'erario che vedrebbe diminuire il triste fenomeno evasione che nel nostro Paese raggiunge dei livelli a dir poco preoccupanti.

Secondo Di Maio esponente del M5S, questa legge indebolisce le imprese e rischia di creare una nuova speculazione delle banche e dei circuiti connessi, che tra commissioni e spese varie rischiano di arricchirsi alle spalle delle imprese e del cittadino. Salvini segretario della Lega Nord, parla di una vera e propria mazzata per le partite iva, ed annuncia che con il suo partito sta preparando una proposta fiscale che preveda un'unica aliquota.

Una vera riduzione fiscale, con una tassa uguale per tutti che costringerebbe a pagare tutti con questo metodo solo ed unicamente perché veramente conveniente, qualora ciò non venisse preso in considerazione, sarebbe l'ennesima prova di una legge stilata in malafede, solo per convenienza di alcuni, e non per quella di tutti.