Artigiani e professionisti in rivolta o, comunque, decisamente arrabbiati per il nuovo obbligo imposto dal Governo Renzi (che parte da oggi, lunedì 30 giugno) che prevede l'accettazione di pagamenti tramite 'moneta elettronica' nei casi in cui l'importo supera i 30 euro. Saranno, comunque, pochi i commercianti che oggi saranno pronti. Come mai? Innanzitutto, per ragioni di costi e poi perché, come è stato ribadito in questi ultimi giorni, l'obbligo di accettare bancomat e carte di credito non prevede, almeno per il momento, l'applicazione di alcuna sanzione. E allora quali sono le ragioni di tale protesta?

Pos obbligatorio, Confesercenti 'perchè artigiani sì e banche no?'

Il rischio stangata per artigiani e professionisti è davvero dietro l'angolo: anzi, a dirla tutta, la Confesercenti parla di una vera e propria 'batosta' da 5 miliardi l'anno, se vengono sommati i costi di esercizio e le relative commissioni.

Un ulteriore aggravio da sostenere in un periodo di Crisi economica che ha messo in ginocchio il nostro Paese: per di più, la novità 'rischia anche di essere inutile' visto che la maggior parte degli italiani (si calcola una percentuale di circa il 69%) non ha alcuna intenzione di diversificare le proprie abitudini di pagamento.

Ecco perchè i piccoli imprenditori protestano: l'assurdità di questo nuovo provvedimento, poi, è legata al fatto che la legge italiana non ha stabilito alcuna sanzione (c'è dunque implicito un'invito alla disubbidienza) così come viene affermato dal presidente del Codacons, Carlo Rienzi.

In più, c'è un altro fattore da tener presente che risulta indigesto alla Confesercenti: il provvedimento sarebbe nato per favorire l'uso della moneta elettronica ma, in realtà, non farebbe altro che sobbarcare l'intero onere dell'operazione sugli esercenti, mentre le banche, le poste e, in generale, gli uffici della pubblica amministrazione continuano ad essere restii nell'accettare le cosiddette transazioni elettroniche.

Insomma, i commercianti sono scesi sul piede di guerra: il governo Renzi ascolterà le loro lamentele apportando, nel prossimo futuro, le opportune modifiche oppure la normativa proseguirà ugualmente con la sua applicazione?