Dal 13 giugno chi acquista su internet ha più diritti, e questo per effetto del decreto del 6 febbraio 2014, n.48 che recependo la direttiva 2011/83 sui diritti dei consumatori ha modificato il Codice del consumo per quanto riguarda le vendite a distanza. La normativa riguarda tutte le vendite a distanza di qualsiasi tipo: internet, telefonico e anche a domicilio, e fissa dei criteri di maggior tutela per il consumatore.

Le vendite dei siti italiani sono cresciute nel 2013 del 18% generando un fatturato di 11,3miliardi di euro, un andamento che si mantiene costante ormai da diversi anni e in netta controtendenza rispetto al generalizzato calo dei comsumi registrato nello stesso periodo.Dai dati di Osservatori.net emerge poi come nel 2013, in generale, sia l'acquisto di prodotti -abbigliamento, grocery, informatica, arredamento - a subire il maggiore incremento (+25%) mentre l'incremento dei servizi (assicurazioni, turismo, ricariche telefoniche), che tuttavia rappresentano ancora la porzione più grande di acquisti effettuati online, si attesta intorno al 13%.

Nelle vendite su internet è ancora il turismo a farla da padrone, con un fatturato che sfiora i 5 miliardi e una crescita del 13% rispetto al 2012. Il settore in maggiore crescita è quello dell'abbigliamento con un aumento di 30 punti percentuali nel 2012. Bene anche informatica ed elettronica (+20%), assicurazioni(+14), e grocery (+11%). Una crescita lenta invece caratterizza il settore dell'editoria che aumenta solo del 6% rispetto al 2012.

Le novità normative prevedono il diritto, per il consumatore, di recedere dal contratto entro 14 giorni, e di restituire la merce ed ottenerne il rimborso in altri 14 giorni. Chi esercita il diritto di recesso potrà restituire il bene, anche se in parte deteriorato, perché sarà responsabile solo della "diminuzione del valore del bene custodito".

I migliori video del giorno

Il venditore deve poi garantire trasparenza sul pagamento: se l'inoltro dell'ordine implica di cliccare su un pulsante, questo dovrà riportare in modo facilmente leggibile soltanto le parole "ordine con obbligo di pagare". Infine se si perde o si danneggia un bene spedito la responsabilità resta del venditore. Quella del consumatore comincia solo quando questi ne entra materialmente in possesso.