L'Italia sembra non decidersi a risollevarsi dalla crisi, ma dalle stime del Pil dell'ultimo anno sembra che a soffrire di più siano le regioni del meridione. Il sud registra un calo nel prodotto interno lordo del 4%, mentre per il resto d'Italia è stato del 1,9%.

Il Sud in crisi profonda

I dati riportati dall'Istat rispecchiano le condizioni drammatiche delle regioni meridionali in cui il mercato del lavoro più grande è quello della 'ndrangheta e del mercato in nero. Un anno traumatico per il mezzogiorno che registra anche un calo demografico dovuto all'emigrazione verso le regioni settentrionali e le città tedesche.

Il settore che più ha sofferto nel 2013 è stato quello industriale in calo dell'1,5%, mentre c'è invece un ritorno alle origini con il boom dell'agricoltura che ha fatto registrare un +4,5% rispetto al 2012. Le regioni del Nord-Ovest hanno registrato un -0,6%, quelle del Nord-Est un -1,5% e al Centro un 1,8%.

L'industria è il settore più compromesso

Altro dato drammatico, reso noto dall'Istat, è quello sull'occupazione che nel 2013 ha registrato un calo dell'1,9% sul territorio nazionale toccando la punta massima nel Sud con un 4,5%. Il resto d'Italia in dettaglio fa registrare nel 2013 un calo tra 1,6% e 1,2% nelle regioni del Nord-Est e del Centro.

I più licenziati su territorio nazionale sono stati gli impiegati dell'industria.

Nel nord si registra un taglio del 3,5% e al centro dell'0,7%. Ancora una volta, il dato più drammatico è registrato al Sud che riporta un calo drastico della già non ottimizzata industria del 7,7% del personale.