Ieri è arrivata una bruttissima notizia per una fra le prime economie mondiali: l'America, uno fra i motori commerciali del mondo si è fermato. Questo almeno per quanto riguarda il primo trimestre: infatti ieri il dipartimento del commercio ha rivisto al ribasso la precedente stima sul PIL che si attestava al -1% passando ad un pesante -2,9%.
Anche gli analisti effettivamente si aspettavano un calo maggiore del -1% ma comunque sempre sotto al -2%.
Janet Yallen attuale presidente della Federal Reserve System ovvero la banca centrale degli Stati Uniti, aveva avvertito che le pesanti condizioni climatiche che quest'inverno hanno devastato parecchie regioni americane, avrebbero influenzato pesantemente il dato del Pil a stelle e strisce, ma nonostante questo la Yallen è andata avanti con il TAPERING ovvero la graduale riduzione degli acquisti di titoli da parte della Federal Reserve, e dunque la graduale riduzione delle iniezioni di liquidità.
La Fed Usa sta infatti piano piano riducendo il cosiddetto "quantitative easing", cioè quella politica monetaria non convenzionale, che consiste nell'acquisto di titoli sul mercato e nella contestuale iniezione di liquidità. Man mano che la situazione economica USA migliora, le inieizioni diminuiscono.
La contrazione è la maggiore dal primo trimestre 2009: cinque anni fa il PIL era sceso del 5,9% in piena crisi Lehman Brothers, ed anche i consumi che rappresentano il 70% del PIL sono saliti nel primo trimestre solo dell'1% contro il 3,1% stimato in precedenza.