Dalle ultime notizie diffuse dall'Istat, l'Istituto di ricerca italiano, la spesa mensile delle famiglie cala attestandosi a circa una media di 2.359,00 euro.
Minimo storico dal 2004, quando la spesa si attestava a 2.381,00 euro, ma il dato relativo al 2013 preoccupa perche' nonostante il calo dell'inflazione, i consumi sono diminuiti di ben un 2,5% rispetto all'anno precedente.
Questo risultato negativo deriva sicuramente da alcune congiunture che ne hanno acuito il dato; il blocco degli assegni agli statali legato ad un contratto fermo da ben cinque anni, altro record in negativo, fa sì che scaturisca un risultato catastrofico.
Di questo passo i consumi potrebbero subire un'ulteriore flessione, determinando nuove chiusure di aziende che continuerebbero a mettere il paese in ginocchio.
Per far fronte a questo periodo le famiglie hanno ridotto la quantità ma sopratutto la qualità del cibo, nelle tavole degli italiani si consumano con sempre maggior frequenza cibi acquistati nei discount, veri e propri salvagente del cittadino.
Intanto calano i consumi, con percentuale maggiore per quello che concerne la carne, ben -3,5%, visto che questo ed il pesce sono gli alimenti con prezzi maggiormente elevati.
La pasta, alimento ancora abbordabile, risulta l'alimento di maggior consumo anche se, essendo un carboidrato, non contiene tutte le proteine che ad esempio può fornire la carne.
Le famiglie per sostituire questo alimento stanno facendo ricorso al consumo dei legumi, alimento ricco di proteine e sicuramente a buon mercato.
I cittadini si dicono preoccupati, la.loro fiducia verso la politica continua a scemare con continua costanza, infatti se decrescono i consumi degli alimenti, ancor più crollano le spese per l' abbigliamento, i viaggi e le vacanze in genere, diminuzione anche per pizzerie e ristoranti.
Calano anche il settore edile e il mercato auto, sia quello del nuovo che quello dell'usato; il settore che tiene ancora pare essere quello relativo alla telefonia, mentre il resto della tecnologia pare abbia riscontrato una.lieve prima flessione.