Mentre il Governo è alle prese con la Legge di Stabilità 2016, con la riforma delle Pensioni e con numerosi problemi di politica estera e di immigrazione, un’altra patata bollente potrebbe turbare il sonno dell’Esecutivo. Tiene banco ancora il famoso Bonus Poletti, il rimborso una tantum, la soluzione che il Governo trovò per rispondere alla sentenza n°70 del 30 aprile 2015 con cui la Corte Costituzionale bocciò il blocco dell’indicizzazione di molte pensioni. I rimborsi previsti dal Governo hanno deluso, in primo luogo per gli esigui importi erogati rispetto a quanto hanno perso i pensionati e poi perché non sono stati previsti rimborsi per molti tra quelli penalizzati dalla Fornero.

Al Tar del Lazio è arrivato un ricorso collettivo promosso dal Codacons dalle proporzioni record che impugna il Bonus Poletti e rischia di minare ancora di più la stabilità delle casse pubbliche.

Come sta operando Codacons

Come detto, i numeri della Class Action del Codacons sono imponenti, parlano di oltre 4.000 pensionati che uniti hanno sottoscritto questo ricorso al Tar del Lazio. Si tratta della “massa critica” dei pensionati con assegni pari e superiori a 6 volte il minimo che non sono rientrati nei rimborsi di Poletti.

Infatti, lo scorso agosto molti pensionati hanno ricevuto i rimborsi derivanti dalla sentenza della Consulta, ma questi 4.000 non hanno ricevuto niente. I rimborsi infatti furono scaglionati in base all’importo delle pensioni e coprirono la platea di pensionati con pensioni da 3 a 6 volte il minimo, cioè con assegni da 1.500 euro a 3.000 euro lordi. I pensionati con assegni più elevati, adesso aspettano l’esito del ricorso per cercare di ottenere, anche loro, il rimborso dovuto.

Il Tar del Lazio dovrebbe rispondere entro la fine di ottobre, o nella migliore delle ipotesi in una ventina di giorni.

Ed i pensionati che non hanno avviato azioni o che sono delusi dai rimborsi avuti?

In attesa che i Giudici Amministrativi prendano in esame l’azione collettiva,il Codacons ha aperto un’altra azione a tutela dei pensionati. Si tratta di un ricorso da inoltrare al Presidente Mattarella, al Capo dello Stato.

La Legge Italiana infatti consente di ricorrere, per delle controversie di carattere amministrativo, direttamente al Presidente della Repubblica ed al Consiglio di Stato. Quest’altra azione legale, fanno sapere dal Codacons, potrà essere sottoscritta da tutti i pensionati che contestano la pochezza dei rimborsi ottenuti ad agosto. Anche i 4.000 ricorrenti al Tar potranno unirsi in quest’altra azione perché, qualora lo stesso Tar bocciasse la Class Action, questo nuovo ricorso diventerebbe una valida alternativa. Il Codacons ha anche comunicato che entro il 15 ottobre, tutti i pensionati che ne avessero voglia, potranno aderire a quest’altra iniziativa direttamente on line dal sito ufficiale Codacons.it.

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