Gli ultimi dati Istat rivelano che oltre un milione dicoppie italiane hanno scelto ad oggi la convivenza piuttosto che il matrimonio. Molte sono le differenze tra coppie di fatto e coppie sposate per quanto concerne i diritti e, in attesadi un intervento legislativo che regolamenti le unioni civili, al momento è disponibile uno strumento volto a sopperire gli attuali vuoti normativi: si tratta delcontratto di convivenza.

Contratto di convivenza: cosa può disciplinare?

Il contratto di convivenza nasce proprio a causa di vuoti normativi in Italia per quanto attiene alla disciplina della convivenza tra coppie che, non sposate per scelta o per impedimento giuridico (precedente matrimonio o persone dello stesso sesso), scelgono di vivere insieme come una vera e propria coppia sposata.

Il suddetto contratto può essere sottoscritto dai conviventi;Con esso assumono veri e propri obblighi giuridici e si riconoscono reciproci diritti. Possono però essere regolati solo i rapporti patrimoniali e non anche i rapporti personali, ovvero non si possono disciplinare l’obbligo di coabitazione, di fedeltà, di procreazione. Questo nuovo ‘strumento giuridico’ può prevedere invece l’assistenza medica, ladesignazione reciproca come amministratori di sostegno (in previsione di una futura incapacità di agire e provvedere ai propri interessi); le modalità di partecipazione alle spese comuni, il contratto di affitto, la proprietà dei beni acquistati durante la convivenza e la loro eventuale divisione.

Restano invece esclusi i diritti successori che possono essere previsti con testamento.

Atto pubblicoo con scrittura privata?

Il 'contratto di convivenza'può essere stipulato con atto pubblico oanche con scrittura privata, purché in quest'ultimo caso non venga designato un amministratore di sostegno, il quale può essere previsto solo con atto notarile.

Ad ogni modo, un contratto stipulato dal notaio è senz’altro più vantaggioso perché un soggetto terzo rispetto alle parti garantisce la conformità alla legge delle clausole in esso contenute. Inoltre, l’atto pubblico o la scrittura privata autenticata rendono il contratto un vero e proprio titolo esecutivo (a differenza della semplice scrittura privata) e sarebbe molto più facile far rispettare gli obblighi giuridici.

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