Quello che stiamo per affrontare sarà un trimestre molto impegnativo sul mercato Forex. Certamente ci sono degli ostacoli ardui da superare e avere una visione su ciò che succederà non è così semplice. Torna utile quindi riuscire a individuare questi ostacoli e le date corrette, così da poter, quantomeno, avere delle strategie difensive.

Elezioni presidenziali americane

Andiamo in ordine di importanza e partiamo certamente dall'evento principe di questa ultima parte dell'anno e cioè le elezioni americane.

È abbastanza evidente che la scelta del Presidente della Repubblica Americana avrà un impatto sull'economia a stella e strisce e quindi direttamente sul valore del dollaro.

Il risultatosi avrà l'8 novembre e in base alla scelta degli americani si può delineare una tendenza per il fiber (nome che gli addetti ai lavori danno al cambio). I sondaggi pare diano leggermente in vantaggio la Clinton, ma il risultato finale non è così scontato. Quello che possiamo analizzare è che da quando sono usciti allo scoperto gli scandali sessuali di Trump il cambio EUR/USD è crollato.

Il mercato americano quindi preferisce la Clinton a Trump e l'ha fatto capire molto bene.

Finché i democratici saranno in vantaggio, quindi, il dollaro registrerà una forza relativa nei confronti delle altre monete.

Brexit e Theresa May

Il secondo fattore è certamente la questione Brexit. Il leader della Gran Bretagna, Theresa May, ha espresso la propria idea dicendo a chiare lettere che la Nazione che guida uscirà dall'Europa a marzo 2017. Prima di questaaffermazione non è andata in trattativa con il resto degli europei e quest'ultimi non l'hanno presa proprio bene.

Ecco quindi che siano a uno scontro e quello che si prospetta sarà un hard brexit, cioè un'uscita dall'Europa Unita senza accordi sulla circolazione di persone né sulla libera circolazione di merci.

Ciò implica che probabilmente l'Europa, per evitare altre fuoriuscite, applicherà dei dazi ai prodotti provenienti dall'UK.

Questa guerra non è un bene per nessuno, né per gli inglesi, né per gli scozzesi (che infatti stanno cercando di capire se possonoripetere il referendum per lasciare la Gran Bretagna) né per gli europei che perdono un partner forte.

La data ultima sarà marzo 2017, ma certamente negli ultimi mesi del 2016 questa tematica peserà sui cambi monetari, come sta già facendo sulla sterlina.

Referendum costituzionale italiano

Certamente bisogna tenere in considerazione il referendum italiano del 4 dicembre, quantomeno poiché, in caso di vittoria del no, si creerà un po' di volatilità. Tuttavia, non essendo il referendum legato a questioni prettamente europee, ma a un'organizzazione interna, il risultato non avrà impatti devastanti sul fiber.

Ciò a meno ché, in caso di vittoria del no, Renzi non decida sul serio di dimettersi; in tal caso si crea un'incertezza politica che non verrà certamente ben vista dal mercato e l'euro ne risentirà.

In conclusione

Come abbiamo visto i macro eventi sono 2, con possibile aggiunta di un terzo,e in base a come andranno il cambio EUR/USD ne risentirà. Siamo comunque sui minini di periodo (nel momento in cui scrivo siamo a un valore pari a 1,0875) e tra 1,08 e 1,05 è sempre rimbalzato per tornare poi su valori > 1,12.

Serve quindi decisione e delle decisioni decisamente forti per riuscire a portarlo più in basso di 1,05. Attenzione però, tradate sempre con cura e massima cautela.

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