Mentre sotto il profilo politico sembra levarsi un “rinnovato” protezionismo con crescenti barriere ai flussi migratori, sul fronte dell’economia e della finanza il 2017 ha segnato un anno record del globalismo dei capitali, dello shopping e degli accordi transnazionali delle aziende, spinti da un lato dalle opportunità che si celano nella crisi economica (aziende in svendita) e, dall’altro, dalla significativa liquidità presente in alcuni Paesi.

E questo trend sembra tutt’altro che in procinto di arrestarsi, dato che i trigger economici di questo incontenibile flusso restano ben saldi:

  • Ingenti riserve di liquidità: solo il settore privato degli Stati Uniti (società di capitali e private equity) dispone di più di 2 Trilioni di $;
  • Oneri finanziari ai minimi storici;
  • Crescita moderata del core business, e conseguente tendenza a cercare altre forme di crescita (joint venture, acquisizioni).

Nel 2016 le imprese Cinesi hanno lanciato una campagna di acquisizioni di aziende straniere per 220 miliardi di $, provocando reazioni politiche interne ed esterne al Paese del Dragone.

Non manca la risposta neo-protezionistica a questo flusso di capitali:

  • a Pechino si inizia a discutere di limiti nell’esportazione dei capitali;
  • Roccaforti del liberismo economico, quali la Germania e l’Australia, hanno bocciato nel 2016 acquisizioni da parte di capitali provenienti dalla Cina per ragioni di sicurezza Nazionale.

A questo clima, che vede crescenti contrasti tra la spinta globalista della finanza e il neo-protezionismo politico, si aggiunge la Brexit che di certo non contribuisce a rasserenare il clima internazionale.

Ma nonostante il clima politico, il settore Merger&Acquisition sembra decisamente proiettato in avanti e registra una crescita significativa anche nei mercati minori:

  • l’interesse degli acquirenti per l’Indonesia la Malesia stanno di fatto trainando la crescita di tutta l’Area Asia-Pacifico;
  • è atteso nel 2017, anche grazie al rafforzamento dello Yen, è atteso un maggior ruolo delle imprese Giapponesi. Un esempio tra tutti: Ant Financial Service Group, piattaforma di pagamenti on line affiliata al Gruppo Alibaba, ha annunciato lo scorso febbraio un piano di espansione ed acquisizioni al di fuori della Cina, per il quale ha già richiesto finanziamenti per 3 miliardi di $.

Come dire: in una situazione politica confusa e caratterizzata da una diffusa crisi di identità, il mercato sembra mantenere con decisione la direzione intrapresa con il General Agreement on Tariffs and Trade (GATT) siglato nel 1947 a Ginevra per gettare le basi di un sistema multilaterale di relazioni commerciali e favorire la liberalizzazione del commercio mondiale.

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