Molte famiglie italiane, ogni anno, sono alle prese con il modello isee, il modello che serve per le richieste delle svariate prestazioni assistenziali. L'Isee (Indicatore della situazione economica equivalente), altro non è che un certificato di valutazione della situazione economica di coloro che richiedono prestazioni assistenziali o sociali agevolate. Un modello che per importanza e numeri, risulta secondo solo alle classiche dichiarazioni dei redditi, cioè il 730 ed il Modello Unico, che da quest’anno si chiama Modello Redditi PF. Proprio come successo con i due modelli per le dichiarazioni dei redditi, anche l’Isee sta attraversando un periodo di riforma, che lo porterà presto ad uscire nella versione precompilata.

Isee precompilato

Se ne parlava da diverso tempo ma dopo l’approvazione del decreto in Consiglio dei Ministri del 10 giungo, l’Isee precompilato sta diventando realtà. Un atto collegato al Decreto sul contrasto alla povertà, proprio ad indicare la stretta correlazione tra il modello Isee e le situazioni di disagio di molte famiglie italiane. Per richiedere l’Isee, le famiglie devono compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), una autocertificazione dei redditi posseduti, dei propri patrimoni immobiliari e mobiliari, dei soldi che si hanno a disposizione negli istituti di credito e del proprio parco auto. Dal 1° gennaio 2018, la DSU sarà già precompilata, con molti dati inseriti autonomamente sul modello di richiesta che poi si tradurrà in certificato Isee.

Grazie alle informazioni presenti nelle varie banche dati disponibili per il fisco, cioè anagrafe tributaria, banca dati Inps, catasto terreni e fabbricati e dati trasmessi dalle banche e dalle Poste, molti dei dati che oggi il richiedente l’Isee deve autocertificare, saranno preinseriti. Una semplificazione evidente ma che deve essere più snella di quella utilizzata per le dichiarazioni dei redditi che hanno dato vita ad innumerevoli problemi relativi ad errori nei dati preinseriti.

Come sarà la nuova versione

I dati preinseriti nella DSU saranno modificabili dal soggetto richiedente nel caso non corrispondano alla realtà. Naturalmente, non si potranno rettificare i dati delle indennità e Pensioni erogate dall’Inps che è l’Istituto che rilascia l’Isee e nemmeno, i dati preinseriti ed estrapolati dalle dichiarazioni dei redditi già trasmesse, perché ormai assodati.

Sarà dal sito dell’Inps, nell’area personale del cittadino, accessibile tramite password, Pin e credenziali di accesso che il richiedente potrà scaricare la DSU precompilata, inviarla e se il caso, correggerla. In alternativa, il servizio sarà accessibile tramite Caf e patronati che presteranno assistenza gratuita. La procedura partirà non appena Inps e Agenzia delle Entrate metteranno in piedi la macchina operativa. Adesso servirà un decreto interministeriale (Ministero del Lavoro e Ministero dell’Economia) per far scattare l’avvio sperimentale del nuovo Isee. Infatti, il via previsto dal 1° gennaio prossimo, non cancellerà il vecchio Isee, che sarà perfettamente utilizzabile. L’obbligatorietà dell’utilizzo della versione precompilata scatterà dal 1° settembre 2018.

La novità cambierà radicalmente anche le scadenze delle certificazioni. Infatti, oggi, un certificato Isee scade sempre il 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui lo si richiede, a prescindere dalla data di richiesta e questo, causava diversi problemi. Infatti, le banche e le Poste, spesso, nei primi giorni di un nuovo anno, non hanno ancora disponibili i dati delle giacenze medie e dei saldi dei conti correnti o dei libretti, tutti fattori necessari per richiedere l’Isee. Per soggetti a cui serve l’Isee aggiornato già ad inizio anno, magari perché hanno una domanda di accesso ad un servizio assistenziale in scadenza, questo risulta un problema serio, perché spesso, gli istituti di credito mettevano a posto la documentazione intorno al 15 gennaio.

Dalla nuova riforma dell’Isee, le scadenze di validità dello strumento slitteranno tutte al 31 agosto dell’anno successivo.

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