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La gelida e turbolenta situazione economica di Alitalia, ex compagnia di bandiera italiana, non è più un segreto per nessuno. Alcune ore fa la società aeroportuale ha pubblicato, sul proprio sito ufficiale, i documenti riguardanti la richiesta di ammissione all'amministrazione straordinaria ma i dati prevedono instabilità.

Alitalia, le statistiche non promettono bene

Stando a quanto pubblicato online, la compagnia ha registrato perdite che ammontano a 200 milioni di euro in soli due mesi, i primi del 2017.

Le tabelle allegate nel fascicolo, però, confrontano la situazione attuale con quella del 2016 e si rivelano testimoni di una situazione migliorata rispetto allo scorso anno.

I ricavi operativi sono, infatti, saliti da 358 milioni a 364 milioni. Gli elevati costi del carburante, dei servizi e del personale, però, sono la causa dei conti in rosso della compagnia.

Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari sono i nuovi amministratori al timone di Alitalia e con un ponte prestito fornito dallo Stato pari a 600 milioni di euro, sperano di farla sopravvivere alla terribile realtà del 2017 e i dati forniti sono testimoni dell'ostica impresa.

L'interesse di Ryanair per la compagnia italiana

Michael O'Leary, amministratore delegato di Ryanair, compagnia low-cost irlandese che registra 1600 tratte e collega 28 paesi europei e Marocco, ha svelato il suo interesse per la società italiana ma solo se decisa ad attuare cambiamenti interni radicali.

L'amministratore delegato della vincente low-cost, infatti, rivela che non si accontenterebbe mai del 49% in mano ad Ethiad e, dunque, l'investimento verrebbe attuato solo se ci fosse la possibilità di entrare in possesso di quote di maggioranza.

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Due analisti intervistati, però, esprimono i loro dubbi sul potenziale investimento di O'Leary. Sostengono, infatti, che il successo di Ryanair sia la conseguenza di una serie di elementi assenti in Alitalia, esempi sono il rapporto con i sindacati e le efficaci strategie commerciali che comportano il conseguimento di numeri impressionanti. La low-cost, infatti, registra 117 milioni di passeggeri in tutta Europa e si afferma come numero uno in Italia con 32,6 milioni di passeggeri trasportati nel 2016.

Le statistiche confermano, solo in Italia, una crescita del 12% per il 2017 e la compagnia è sempre più interessata a conquistare il mercato tedesco e dell'Est Europa, sfidando le concorrenti EasyJet, Lufthansa e WizzAir.