L'idea era nata circa due anni fa ma sembra molto probabile che entrerà in vigore solo a fine anno con un disegno di legge immediatamente efficace a partire già da Natale 2017. L' idea era quella di rendere strutturale una forma di sostegno alle famiglie con prole fino, almeno, al compimento del ventiseiesimo anno d'età del figlio o dei figli che andasse a integrare la magra dote degli assegni familiari i cui importi sono ormai anacronistici ed estremamente bassi non solo se confrontati con politiche di welfare analoghe di altri paesi europei ma, anche, con il costo della vita in molte parti d'Italia.

Nello stesso tempo, però, viene dato, diciamo così, un colpo al cerchio e uno alla botte, eliminando l'elargizione una tantum del, cosiddetto, bonus bebè a partire dal 2018. Vediamo, quindi, di capire con maggior dettaglio in cosa consiste questa nuova agevolazione in arrivo, probabilmente, per questo Natale.

Cosa prevede il nuovo bonus per figli a carico

Da quanto trapela dalle stanze del ministero dell'Economia e delle Finanze la nuova agevolazione fiscale per le famiglie con figli prevede l'erogazione di un contributo di 150 euro mensili fino al raggiungimento da parte del figlio dei 18 anni.

Successivamente, il contributo continuerà ad essere erogato ma per un importo inferiore determinato in 100 euro mensili fino al compimento dei ventisei anni. Da quel momento in poi non verrà più erogato. Come accennavamo la misura è pensata come un ulteriore sostegno al reddito, sopratutto per le famiglie con più di due figli o numerose. Comunque, si sta studiando la possibilità di allargare la platea dei beneficiari anche a quelle famiglie il cui reddito complessivo non superi i 70 mila euro all'anno, magari erogando solo parzialmente l'agevolazione.

D'altra parte, la cosa ha suscitato notevoli polemiche politiche, sopratutto all'interno della stessa maggioranza di Governo, perché con l'introduzione di questo nuovo tipo di agevolazione per i figli a carico verrebbero eliminate altre forme di sostegno alla famiglia come il bonus bebè. Anche perché, nello stesso tempo, da più parti erano arrivate proposte, non prese in considerazione dall'esecutivo, per innalzare la soglia di reddito che consente di considerare un figlio ancora fiscalmente a carico. Oppure, ancora, si era proposto un contributo forfettario ulteriore a favore delle famiglie numerose.

Perché si vuole annullare il bonus bebè

Secondo i bene informati, dietro l'ipotesi di annullamento del bonus bebè per il 2018 ci sarebbero delle faide interne alla stessa maggioranza di Governo. Ancora di più, all'interno del partito di maggioranza, il Pd di Matteo Renzi. Si pone l'accento, in particolare, sulla mancanza di fondi necessari a garantire le coperture per la misura. Da parte sua, il Governo e, in particolare, il premier Paolo Gentiloni, che evidenzia come i soldi non spesi per il bonus bebè negli anni precedenti fossero stati messi da parte e non utilizzati per altre esigenze ora le coperture ci sarebbero.

E' il solito gioco dello scaricabarile, e a farne le spese sono le famiglie italiane. Sta di fatto che nella Legge di Bilancio 2018 del bonus bebè non c'è traccia.

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