Tasso di disoccupazione ai minimi, e così molte aziende USA hanno iniziato ad assumere anche i detenuti. La notizia è stata diffusa dal "New York Times", che spiega come in alcuni stati del Paese, dove il tasso di occupazione supera il 98%, le imprese stiano offrendo una possibilità a persone rimaste a lungo fuori dal mercato del lavoro a causa di precedenti penali, disabilità, o perché per molto tempo inoccupate.

Lawrence H. Summers, economista di Harvard ed ex direttore del Consiglio Economico Nazionale nel governo Obama, ha spiegato che se il tasso di disoccupazione è molto elevato si può essere decisamente selettivi nella scelta del personale da assumere, escludendo chi ha avuto problemi con la legge o chi è rimasto disoccupato per un lungo periodo.

Invece se la disoccupazione raggiunge livelli molto bassi, sono le aziende a doversi rivolgere anche a categorie che non avrebbero mai preso in considerazione. Di conseguenza, sono le imprese ad adeguarsi alle persone e non viceversa.

L'articolo del "New York Times" prende come esempio il Wisconsin, precisamente la contea di Dane, dove a novembre il tasso di disoccupazione è sceso al 2%. Ciò ha portato ad un'impennata dell'offerta di lavoro e ad un crollo della richiesta di occupazione, condizione che ha costretto le industrie ad inserire nelle fabbriche detenuti in semi-libertà.

L'ultima volta negli Anni '90

L'ultima volta in cui la disoccupazione - oggi al 4,1% - ha raggiunto questi valori, è stata intorno alla fine degli anni '90: è da allora che nell'economia statunitense non si verificava una corsa così estrema alla ricerca di forza lavoro. Tuttavia al momento non è stata ancora registrata una crescita rilevante degli stipendi dei dipendenti americani.

Il noto quotidiano degli States sostiene, però, che ci sono degli ottimi motivi per pensare ad un'ulteriore evoluzione della situazione, a favore soprattutto dei lavoratori con salari molto bassi, fino ad oggi non coinvolti dall'inizio della ripresa economica.

Nuove opportunità di impiego e salari migliori

È di pochi giorni fa la notizia che Walmart, il colosso della grande distribuzione, a partire da febbraio aumenterà gli stipendi dei sui lavoratori meno pagati; in autunno un annuncio simile era stato fatto dalla concorrente Target. Negli Stati Uniti, in altri termini, la forza lavoro è piuttosto richiesta.

Il vicepresidente senior di Adecco, società multinazionale di ricerca del personale, Amy Glaser, ha spiegato che, soprattutto durante le ultime festività natalizie, c'è stata una forte domanda di magazzinieri che ha offerto nuove prospettive a tutti coloro che non sarebbero mai riusciti a trovare un impiego se non ci fosse stata la ripresa economica.

Solo un paio di anni fa - continua Glaser - le aziende ricercavano addetti al magazzino diplomati e con conoscenza dei dispositivi di scansione utilizzati per la tracciatura dei prodotti. Oggi, invece, un numero sempre maggiore di imprese non avanza più certe richieste. Il crollo della domanda di lavoro nell'ultimo anno ha fatto sì che, se un candidato inoltra una richiesta di assunzione e la ditta non risponde entro le 24 ore, il candidato sarà subito assunto da qualche altra società.

Questa situazione consente anche a persone che qualche tempo fa non avrebbero mai potuto essere valutate idonee, di essere considerate indispensabili per il mercato del lavoro. Di conseguenza, anche i datori di lavoro stanno diventando più flessibili.

Burning Glass Technologies, una società di software con sede a Boston che analizza i dati sull'occupazione, ha riscontrato una crescita delle richieste di lavoro anche a persone senza esperienza.

E i tassi di disoccupazione sono calati bruscamente negli ultimi anni anche per i cittadini con disabilità o senza un diploma di scuola superiore.

Per risolvere almeno in parte la situazione, la reclutatrice di Stoughton, Meghen Yeadon, ha concordato con il Dipartimento penitenziario del Wisconsin un piano per concedere dei permessi di lavoro ai detenuti che stanno scontando condanne per reati minori. La loro paga è identica a quella di tutti gli altri impiegati, e ciò gli consente di mettere da parte dei risparmi per quando torneranno in libertà e, al contempo, avranno imparato un mestiere. Meghen Yeadon, inoltre, ha rivelato di aver dovuto vincere la diffidenza iniziale delle aziende.

Con la diminuzione costante della forza lavoro locale, i detenuti sono diventati un'importante risorsa da cui attingere per la ricerca di manodopera, anche se fuori dai canoni tradizionali. Diverse imprese stanno andando verso questa soluzione: anche se la maggior parte delle società non è ancora disposta a reclutare carcerati, tuttavia sono in aumento quelle che si stanno orientando verso la prospettiva di assumere personale con precedenti penali, tra cui ovviamente ci sono molti individui che hanno avuto notevoli difficoltà nel trovare un'occupazione.

È evidente che, a seguito dell'aumento della competizione sul mercato del lavoro, ci sia stata un'inversione del potere di contrattazione che ora è diventato molto più favorevole ai dipendenti. A tal proposito, il "New York Times" ha sottolineato che il reddito delle famiglie nell'ultimo biennio ha subito un notevole incremento.

L'esperto di economia Ahu Yildirmaz (economista co-responsabile del settore ricerca della società di payroll-processing ADP) ha dichiarato che, stando ai dati elaborati dalla sua azienda, è emerso un incremento del numero di persone che cambiano lavoro, essendo fortemente incentivate da aumenti consistenti di stipendio.

L'economia appare in ottima salute, e su questo punto il presidente Trump farà sicuramente leva nella prossima campagna per le elezioni di metà mandato.

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