Nella puntata di "Piazzapulita" su La7 di questo 17 maggio è intervenuto il professore di Economia ed ex Premier Mario Monti, il quale si è soffermato su molti degli aspetti economici che stanno emergendo dalla trattativa fra M5S e Lega verso la formazione di un nuovo possibile Governo. Vediamo le parti salienti di quello che ha detto.

Monti: 'Ipotesi cancellazione debito ha già fatto danni con Europa, c'è idea che Italia voglia indebitare i propri figli'

Mario Monti ha inizialmente detto, riguardo alle lunghe trattative per la nascita del Governo: "Lega e 5 Stelle sono due forze nuove che hanno avuto successo elettorale, è normale che non si comportino come i consumati politici che abbiamo visto per decenni".

Salvo aggiungere subito, riguardo all'iniziale ipotesi dei due di cancellare 250 miliardi di debito: "Anche se c'è stato un dietrofront un certo danno questa ipotesi l'ha già prodotto: all'estero spesso c'è lo stereotipo di un'Italia che non sempre tiene fede agli impegni. E il fatto che le due forze candidate a governare possano aver avuto questa idea non rassicura molto i mercati e può lasciare sconcertati gli altri paesi. Perché il patrimonio della BCE sono soldi di tutti gli Stati membri: insomma si è data ancora una volta l'idea che l'Italia per creare occupazione intende fare nuova spesa pubblica e disavanzo, caricando così ancora di più le spalle dei nostri figli".

Poi Monti ha proseguito: "Incoraggerei fortemente il futuro Governo [VIDEO] a costruire alleanze in Europa per arrivare a un diverso trattamento degli investimenti nel Patto di Stabilità".

Mario Monti parla di Fiscal Compact, Spread e delle colpe dei partiti riguardo alla percezione del suo Governo tecnico

Sulla possibilità di abolire il Fiscal Compact, Monti ha detto: "Si può dimostrare facilmente che questo strumento ha l'aria arcigna, ma ha abbastanza aiutato l'Italia negli ultimi anni a tenere sotto controllo le cose. Va detto che la Costituzione italiana (in entrambe le formulazioni dell'articolo 81, sia prima che dopo il 2012) prevede dei vincoli sul disavanzo, quindi non diamo tutta la colpa all'Europa".

Sullo spread Monti ha detto: "Cerchiamo di capire di cosa si parla: esso non è determinato solo dalla Politica del singolo Paese, come non solo dalla BCE: entrambi influiscono. Nel giugno/novembre 2011 la BCE ha comprato enormi quantità di titoli italiani per frenare lo spread. Negli ultimi anni invece grazie al quantitative easing la crescita di tale parametro è stata più bassa. Esso comunque negli anni diminuirà, perché la crescita non si fa stampando moneta.

Quindi nei prossimi anni aumenteranno di nuovo i tassi per quei paesi che non terranno debito e disavanzo annuo sotto controllo". Più in generale, Monti ha messo in guardia dal battersi per avere flessibilità che va tutta in spesa corrente e in consumi.

Riguardo al fatto che il suo Governo tecnico è rimasto nell'immaginario come qualcosa di negativo, Monti ha precisato: "Credo che gli italiani abbiano capito i nostri meriti, dato che il gradimento nell'opinione pubblica era alto. Hanno invece sbagliato i partiti di Berlusconi e di Bersani [VIDEO]che dopo averci appoggiato su tutte le misure anche impopolari per oltre un anno nel momento dell'emergenza, poi però con l'avvicinarsi delle elezioni si sono tirati indietro, ci hanno scaricati, ma hanno scaricato anche se' stessi. Questo ha nuociuto a loro e ha favorito il populismo. La sofisticheria fra Governi tecnici o politici non significa niente. Piuttosto stiamo sottovalutando che serve un Governo che lavori efficacemente: il Presidente del Consiglio è centrale e non può essere un elemento decorativo, anzi deve avere autorevolezza e ascendenza sui vari ministri, egli deve avere polso e la fiducia degli altri membri del CdM".

Monti: 'Uscire dall'Europa non è credibile, fuori da Euro diventeremmo una provincia tedesca'

Infine Monti ha ricordato: "Consiglierei a Salvini e Di Maio di essere più duri di quanto risulta nel loro programma contro l'establishment italiano perché c'è molto da cambiare nei comportamenti della classe dirigente economica nazionale: il condono non è un buon primo passo. Invece direi loro di trovare un buon rapporto con l'Europa, solo così potranno cambiare alcune cose sul piano europeo, anziché minacciare l'uscita dall'UE. Ragazzi, non è minimamente credibile l'idea di uscire. Abbiamo visto che fine sta facendo il grande Regno Unito? Pensiamo alla nostra Italia... Infine supponiamo per un attimo che l'Italia esca dall'UE e dall'Euro perché non tolleriamo più il predominio della Germania, ebbene dovremmo capire che fuori dall'Euro e dall'UE allora diventeremmo una provincia economica e politica della Germania, perché in tal caso essa potrebbe espandersi in Italia senza quei limiti che derivano dalle norme comunitarie".