È stato necessario da parte dell’Inps fornire alcuni importanti chiarimenti ai percettori del reddito di cittadinanza per quanto riguarda la riduzione di importi che molti di questi soggetti hanno trovato con la ricarica della card ottenuta a partire dal 26 giugno. Una problematica che stando alle segnalazioni avute dai patronati o leggendo tra i commenti dei cittadini sui canali social dedicati alla misura, sia privati che ufficiali, sembra essere molto diffusa.

Molti beneficiari del reddito di cittadinanza infatti lamentavano di aver ottenuto fino a 100 euro in meno rispetto alle mensilità precedenti e per questo, per svelare l’arcano, l’Inps su una delle sue pagine ufficiali di Facebook, quella dedicata alle prestazioni assistenziali per le famiglie, ha provveduto a rendere pubblico un suo comunicato.

Tagli medi di 50 euro a testa

Perché ho preso meno soldi di reddito di cittadinanza?

Questa una delle domande più frequenti che gli utenti di Facebook hanno postato nella pagina ufficiale “Inps per la Famiglia”, dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. L’Inps prima di affrontare il problema importi, spiega nello specifico di cosa consta la parte economica del reddito di cittadinanza, cioè su che base è calcolato quanto viene erogato a ciascuna famiglia o a ciascun beneficiario.

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Il reddito di cittadinanza dal punto di vista del beneficio economico si basa su una parte che dovrebbe essere quella di integrazione del reddito familiare, cioè la parte che riempie il reddito della famiglia fino alla soglia massima di reddito previsto dalla misura. Si tratta della differenza tra il reddito già detenuto dalla famiglia beneficiaria e quello massimo erogabile in base alle condizioni della famiglia stessa.

Per esempio, parlando di un singolo che percepisce 400 euro di reddito da un lavoro part time che svolge, se vive in affitto riceve di reddito di cittadinanza solo 380 euro al mese, cifra che serve a portare il reddito del beneficiario agli ormai famosi 780 euro al mese che prevedeva la misura. Su base annua la componente del Rdc a integrazione del reddito può essere massimo di 6.000 euro (cifra che va parametrata alla scala di equivalenza).

Per gli ammanchi del mese di giugno l’Inps precisa che è stata per molti ritoccata la cifra erogata come componente di integrazione al reddito e che questa ha prodotto ammanchi medi da 50 euro a beneficiario.

Perché i tagli sulla ricarica?

Per molti beneficiari del reddito di cittadinanza che hanno già percepito le due ricariche precedenti del mese di aprile e maggio, cioè per quelli che hanno fatto domanda tra il 6 ed il 31 marzo, con la ricarica di giugno si è incassato meno che nei mesi precedenti.

Sarebbero centinaia tra i percettori della misura quelli che hanno avuto questo ammanco in termini di importo percepito. L’Inps ha chiarito che per i rinnovi di giugno, cioè per le ricariche arrivate in questi giorni sulle card, si è provveduto ad adeguare gli importi ad altre misure assistenziali percepite in precedenza dai beneficiari del reddito di cittadinanza. In pratica nel calcolo del Rdc spettante adesso ha inciso per esempio, anche il reddito di inclusione, la misura che ha preceduto questa tanto cara al Movimento 5 Stelle. Ai fini del reddito di cittadinanza, come previsto dal decretone che ha varato la misura, non influiscono i trattamenti assistenziali, poiché il reddito familiare utile a rientrare nella misura è inteso al netto di questi benefit. Per coloro che però, nei mesi del 2019 immediatamente precedenti quelli di inizio del reddito di cittadinanza, cioè gennaio, febbraio e marzo 2019, hanno percepito il Rei, adesso percepiranno meno di reddito di cittadinanza. Tutto questo proprio a partire dal mese di giugno. Da adesso in avanti tutti coloro che hanno percepito il Rei in estrema sintesi e senza tecnicismi, percepiranno un ammanco mensile del reddito di cittadinanza dato dalle tre mensilità di Rei percepite, diviso 12.

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