Il Tribunale di Taranto ha respinto la proroga presentata dai commissari straordinari per la messa in sicurezza dell'Altoforno 2, dove perse la vita l'operaio Alessandro Morricella. Senza la proroga i gestori dell'ex Ilva hanno tempo fino al 13 dicembre per adeguare l'impianto, in caso contrario si potrà procedere con il sequestro e lo spegnimento, anche se c'è la possibilità di impugnare la decisione del giudice. Nel frattempo i cittadini hanno attivato online su change.org la raccolta firme per la chiusura e la riconversione dell'ex Ilva, ribadendo il diritto di lavorare e vivere senza la paura di ammalarsi.

Nel frattempo il governo starebbe valutando un fondo per Taranto e l'ex Ilva, in parte confermato dal Ministro dell'Economia Roberto Gualtieri.

Il Tribunale di Taranto boccia la proroga della messa in sicurezza dell'Altoforno 2

La decisione del giudice Francesco Maccagno è arrivata dopo una serie di sequestri e dissequestri dell'Altoforno 2 per l'inchiesta sulla morte dell'operaio Alessandro Morricella. Nel provvedimento si legge che la proroga richiesta dai commissari di 14 mesi è molto ampia e in contrasto con tutte le indicazioni giurisprudenziali e normative e tali da comprimere eccessivamente la salvaguardia dell'integrità psico-fisica del lavoratori.

L'unico spiraglio per scongiurare il sequestro e lo spegnimento dell'altoforno è un possibile ricorso dei gestori dell'ex Ilva, ArcelorMittal, al Tribunale del riesame.

Il governo valuta un fondo a sostegno di Taranto e dell'area ex Ilva

Nella definizione di un percorso tra il Mise, ArcelorMittal e i commissari, si fa sempre certa la presenza dello Stato con una quota che permetterà di controllare la realizzazione del piano.

Il piano di risanamento e sviluppo, prevederebbe secondo indiscrezioni, un fondo di 15 milioni per il 2020 e 25 milioni dal 2021 per sostenere i lavoratori. Il piano potrebbe essere introdotto con un decreto su Taranto, già annunciato dal premier Giuseppe Conte.

Da parte del governo il Ministro dell'economia, Roberto Gualtieri, ha affermato che in manovra è stato definito un fondo per sostenere lo sviluppo di Taranto.

Per quanto concerne l'ex Ilva, ha aggiunto che il governo sta definendo un piano ambizioso per rilanciare lo stabilimento in un'ottica di sostenibilità ambientale e lavorativa. Il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, in un'intervista ha ribadito la volontà di fare dell'ex Ilva un primo esempio europeo di riconversione sostenibile del siderurgico. Mentre i sindacati si attendono dal governo una decisione chiara sul risanamento ambientale, occupazionale e produttiva dello stabilimento, vista l'inaffidabilità di ArcelorMittal.

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