Le principali borse europee hanno mostrato un andamento disomogeneo nella giornata del 19 giugno 2026, mentre i mercati statunitensi hanno registrato segnali decisamente positivi. In particolare, il Nasdaq ha evidenziato un robusto progresso dell'1,9%, affiancato da un rialzo più contenuto dello 0,15% per il Dow Jones. Tra i listini del Vecchio Continente, Milano si è distinta come la migliore, con il Ftse Mib in crescita dello 0,6%.
Analizzando nel dettaglio le performance europee, Francoforte ha chiuso con un lieve rialzo dello 0,05%, mentre le altre piazze hanno registrato flessioni.
Madrid ha perso lo 0,13%, Parigi ha segnato un calo dello 0,25% e Londra ha chiuso in ribasso dello 0,3%. Questa cautela sui mercati è stata influenzata da recenti sviluppi geopolitici: le condizioni poste dall’Iran sull’attraversamento dello stretto di Hormuz e l’interruzione dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, a seguito dell’attacco di Israele al Libano, sono stati percepiti come i primi intoppi dopo l’accordo siglato due giorni prima a Versailles dal presidente Usa Donald Trump.
Materie prime e differenziali finanziari: un quadro variegato
Sul fronte delle materie prime, il prezzo del greggio Wti è rimasto quasi invariato, con una leggera flessione dello 0,07%, attestandosi a 76,55 dollari al barile.
Di contro, il gas naturale ha mostrato un significativo balzo in avanti, guadagnando il 4,03% e raggiungendo i 42,16 euro al MWh, riportandosi così sopra i livelli precedenti la firma dell’accordo. L’oro, invece, ha evidenziato una netta debolezza, cedendo il 2,48% e scendendo a 4.149,93 dollari l’oncia.
Per quanto riguarda il mercato dei cambi, il dollaro è rimasto stabile a 1,15 sull’euro, mentre la sterlina ha mostrato una ripresa, risalendo a 1,32 dollari. Il differenziale tra i Btp italiani e i Bund tedeschi decennali si è assestato sotto i 71 punti. In questo contesto, il rendimento annuo italiano ha registrato un aumento di 5,8 punti, portandosi al 3,69%. Anche il rendimento tedesco è salito di 5,2 punti al 2,98%, e quello francese di 6,1 punti al 3,74%.
Performance settoriali: petroliferi in rialzo, lusso in calo
Il settore petrolifero ha visto diverse società in rialzo: Eni ha guadagnato il 2,27%, Bp il 2,1%, TotalEnergies l’1,55% e Shell l’1,5%. Hanno rimbalzato anche Saipem (+2,6%) e Subsea7 (+3,7%), evidenziando una giornata positiva per il comparto energetico.
Nel settore bancario, Commerzbank ha chiuso in rialzo dello 0,99%. Unicredit, che detiene oltre il 44% di Commerzbank dopo la prima fase dell’Ops, ha segnato un aumento dello 0,49%, in attesa dei tempi supplementari dell’operazione che scatteranno da lunedì prossimo. Positive anche Intesa Sanpaolo (+0,49%) e Banco Bpm (+0,28%). Mediobanca ha registrato un lieve rialzo dello 0,1%, mentre Mps ha chiuso in flessione dello 0,1%.
Il comparto del lusso ha mostrato una giornata di debolezza generalizzata, con cali significativi per Cucinelli (-3,17%), Hermes (-2,1%), Adidas (-2%), Kering (-1,7%) e Moncler (-0,89%). Infine, il settore automotive ha presentato un quadro contrastato: Renault ha guadagnato il 3,7% e Stellantis lo 0,7%, mentre hanno registrato perdite Ferrari (-0,85%), Porsche (-1,45%) e Volkswagen (-4,2%).