Brindisi si afferma come polo strategico per la transizione energetica: il 6 luglio 2026 ha segnato la posa della prima pietra della gigafactory Eni, un impianto destinato alla produzione di sistemi di accumulo stazionario BESS (Battery Energy Storage Systems). L'evento ha visto la partecipazione del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha evidenziato l'obiettivo di "rendere Brindisi un polo fondamentale nella transizione energetica e nello sviluppo di nuove tecnologie per la riconversione industriale del sistema produttivo".
La nuova struttura sorgerà nell'area industriale di Versalis, precedentemente adibita a stoccaggio di polimeri e altre attività dismesse. Il progetto, sviluppato da Eni Storage Systems (società controllata da Eni Industrial Evolution e FIB del gruppo Seri Industrial), mira a creare un polo integrato italiano ed europeo per la produzione di batterie al litio-ferro-fosfato (LFP). Queste batterie saranno impiegate nei sistemi BESS, fondamentali per supportare le fonti rinnovabili e garantire la stabilità della rete elettrica.
Sviluppo e impatto sul mercato energetico
Il piano di Eni Storage Systems prevede la costruzione di una gigafactory per celle e moduli di batterie, affiancata da un impianto per l'assemblaggio di sistemi BESS.
Quest'ultimo avrà una capacità ampliata, permettendo l'assemblaggio anche di moduli dalla gigafactory Seri Industrial di Teverola (Caserta). In una seconda fase, il sito di Brindisi ospiterà la produzione di materiale catodico attivo LFP e attività di riciclo delle batterie, a servizio di entrambe le gigafactory.
La capacità produttiva complessiva è stimata in 16 GWh all'anno entro il 2030, equamente suddivisa tra Brindisi e Teverola. Questo volume rappresenterà oltre il 10% del mercato europeo dei sistemi di accumulo energetico stazionario. La domanda europea per tali sistemi è prevista in forte crescita, passando da 36 GWh nel 2025 a circa 138 GWh entro il 2030, evidenziando la rilevanza strategica dell'investimento.
Strategie europee e riconversione chimica
Il Ministro Urso ha inoltre illustrato l'impegno italiano a livello europeo per l'industria chimica. L'Italia promuove un'alleanza strategica con Germania, Francia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Spagna per modificare le normative europee, sostenendo la competitività internazionale del settore nel passaggio al green. L'obiettivo è rendere sostenibile una chimica di base nel continente, affrontando le sfide energetiche e ambientali.
Riguardo al cracking, Urso ha confermato che Versalis ha rispettato gli impegni presi con le organizzazioni sindacali. È stato nominato un advisor internazionale per lo scouting di potenziali investitori, mentre il governo opera attivamente in sede europea per trovare soluzioni.