Il territorio del Cagliaritano affronta una presenza ridotta di sportelli bancari a servizio delle imprese. Nel capoluogo sardo si conta uno sportello ogni 465 aziende, posizionando Cagliari al decimo posto in Italia per la pressione esercitata dalle imprese sugli istituti di credito. L'incidenza delle imprese artigiane sul totale delle attività economiche del capoluogo raggiunge il 23,6%, una percentuale che supera quella di quasi tutte le altre province nella parte alta della classifica nazionale.
La pressione sulla rete bancaria locale impatta in modo significativo le micro e piccole imprese, soprattutto quelle artigiane.
La digitalizzazione dei servizi bancari, pur rappresentando un'opportunità, non può tradursi in una ritirata indiscriminata dai territori. Per una piccola impresa, il rapporto con la banca non si esaurisce in un'applicazione o in una procedura automatizzata; sono necessari interlocutori capaci di conoscere l'azienda, valutarne i progetti e accompagnarne gli investimenti.
Impatto sulle imprese artigiane e difficoltà di accesso al credito
La Sardegna non è tra le aree maggiormente interessate dalla desertificazione bancaria in termini di comuni privi di filiali. Tuttavia, la chiusura o il sovraccarico degli sportelli esistenti si traduce in tempi di attesa più lunghi e in una minore attenzione verso le esigenze delle micro e piccole imprese.
La chiusura di una filiale allontana un punto di riferimento essenziale per famiglie, anziani e attività economiche, rendendo fondamentale un presidio adeguato del credito nei territori.
Le piccole e medie imprese sarde sostengono un costo del credito superiore del 33% rispetto alla media nazionale. Questo divario, in parte attribuibile al contesto geografico svantaggiato, compromette la competitività e riduce la capacità di investimento e di creazione di occupazione. Il volume complessivo dei prestiti alle imprese dell'Isola ha raggiunto nei mesi scorsi un minimo storico, scendendo sotto i 7,5 miliardi di euro, per poi risalire a 7,75 miliardi a gennaio. Tale livello rimane comunque inferiore di oltre 10,7 punti percentuali rispetto alla media registrata nel 2022.
La ripresa del credito ha beneficiato prevalentemente le imprese più strutturate, mentre le PMI e le microimprese hanno registrato una contrazione del credito del 18% rispetto al 2022.
Proposte e richieste per il credito alle imprese
Per sostenere il tessuto produttivo regionale, sono necessari interventi strutturali. Tra le proposte figurano l'istituzione di un fondo regionale di garanzia, l'apertura di uno sportello dedicato alle PMI sarde e l'attivazione di un tavolo di confronto con le istituzioni europee sul tema dell'insularità economica. Il maggior costo del credito è considerato una distorsione di mercato che mina le fondamenta del sistema produttivo isolano.
È fondamentale mantenere un presidio bancario adeguato nei territori e adottare misure che facilitino l'accesso al credito per le micro, piccole e medie imprese. Una particolare attenzione è rivolta al settore artigiano, che costituisce una componente rilevante dell'economia locale.