A giugno 2026, il debito delle Amministrazioni pubbliche italiane ha raggiunto un nuovo massimo storico, attestandosi a 3.207,2 miliardi di euro. Questo dato rappresenta un incremento di 26,2 miliardi di euro rispetto al mese precedente, evidenziando una dinamica significativa per la finanza nazionale.
L'aumento complessivo del debito riflette principalmente il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche, che ha contribuito con 13,3 miliardi di euro. A questo si aggiunge la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro, le quali sono aumentate di 9,8 miliardi, raggiungendo un totale di 61,7 miliardi.
Ulteriori fattori che hanno inciso sull'incremento includono gli scarti e i premi all’emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e le variazioni dei tassi di cambio, per un ammontare complessivo di 3,1 miliardi di euro.
Andamento del Debito Pubblico e Obiettivi
Nel mese precedente, maggio 2026, il debito pubblico si attestava a 3.181 miliardi di euro, registrando già un aumento di 26 miliardi rispetto ad aprile. In quel periodo, il fabbisogno della pubblica amministrazione era negativo per 81,7 miliardi di euro, un valore significativamente superiore a quello rilevato a maggio 2025. Parallelamente, la liquidità di tesoreria era risalita a 52 miliardi, circa 6 miliardi in più rispetto all'anno precedente.
Il Documento di finanza pubblica aveva precedentemente fissato un target per il debito pubblico del 2026 pari a 3.206 miliardi di euro. Sulla base dei dati preliminari di giugno, che considerano il fabbisogno dello Stato (negativo per 13,6 miliardi) e un rafforzamento dello stock di liquidità (quasi 10 miliardi in più), è emerso che il debito pubblico ha superato per la prima volta la soglia dei 3.200 miliardi di euro, avvicinandosi all'obiettivo stabilito per la fine dell'anno.
Dettagli sulla Detenzione dei Titoli di Stato
A maggio, la Banca d’Italia ha aumentato il proprio portafoglio di titoli di Stato di quasi 1 miliardo di euro, mantenendo la propria quota al 20,4% del totale. Questo valore rappresenta il livello più basso registrato da marzo 2020.
Un dato rilevante riguarda gli investitori esteri, che detengono più di un terzo dei titoli di Stato italiani, per un controvalore di 924 miliardi di euro, raggiungendo i massimi dal 2020. Per contro, gli investitori privati italiani possiedono il 15,9% dei titoli, pari a 421 miliardi di euro.