Il caro gasolio sta costringendo i pescherecci liguri a fermi volontari in banchina. Il 29 settembre 2026, Confcooperative Liguria ha segnalato che l'aumento del carburante compromette la redditività dell'intera filiera della pesca. I prezzi, che toccano 1,70 euro al litro, generano un aggravio annuo per ogni imbarcazione.

Augusto Comes, responsabile regionale Pesca e Acquacoltura, ha evidenziato un incremento drastico: il costo del carburante è passato da circa 0,55-0,60 euro al litro (pre-Ucraina) a 1,30-1,70 euro al litro nel 2026 (post-Iran).

Questo rappresenta un aumento tra il 117% e il 209%, con picchi a Lavagna (Genova) di 1,70 euro al litro. L'aggravio economico per un peschereccio può raggiungere i 45 mila euro all'anno. Tale pressione finanziaria rende molte battute antieconomiche, portando a blocchi dell'attività e a un aumento dei fermi volontari, riducendo le giornate operative.

Sciopero nazionale in valutazione e la crisi a Sanremo

Le marinerie italiane valutano uno sciopero nazionale contro il caro gasolio il 22 ottobre 2026. La decisione è in fase di confronto interno. La sostenibilità delle uscite è cruciale, essendo il costo del carburante una spesa primaria.

A Sanremo, il caro gasolio colpisce i pescherecci a strascico. Già il 23 settembre 2026, la flotta locale affrontava avarie, stop tecnici e difficoltà legate al carburante, a pochi giorni dall'inizio del fermo biologico di 1".