Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha presentato a Genova il 66° Salone Nautico Internazionale, un evento che aprirà i battenti il primo ottobre. La conferenza stampa, tenutasi il 28 settembre 2026 nella nuova Casa della Vela del Waterfront di Levante, ha visto Bucci definire il Salone una vera e propria festa per la nautica, per la città e per l'intera Liguria. Ha inoltre sottolineato il peso economico del comparto, evidenziando l'importanza delle aziende nautiche, dei posti di lavoro e delle significative ricadute sul territorio.

Il messaggio centrale del presidente regionale ha riguardato la ferma volontà di mantenere e rafforzare il ruolo dell'appuntamento genovese. Bucci ha indicato l'obiettivo di far crescere il Salone Nautico Internazionale fino a portarlo a essere il primo al mondo, resistendo alla competizione con altri eventi del settore. Nel suo intervento, ha espresso con determinazione l'intenzione di "non mollare mai", ribadendo l'impegno a difendere e promuovere la manifestazione.

L'evento nella Casa della Vela

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica, e la sindaca di Genova, Silvia Salis. Bucci ha richiamato il ritorno della manifestazione a inizio ottobre, un periodo che ha collegato alla tradizione delle settimane del Salone Nautico a Genova.

Per questa edizione, ha auspicato un aumento di barche, espositori e, soprattutto, di visitatori.

Il ruolo dell'Italia e la nautica da diporto

Nel suo intervento, Bucci ha rimarcato la posizione dell'Italia come leader nella nautica da diporto e "super leader" nelle grandi imbarcazioni, anticipando una maggiore presenza di queste ultime rispetto agli anni precedenti. Ha inoltre posto l'attenzione sulla nautica sotto i 24 metri, un segmento che rappresenta la maggior parte degli italiani che vivono il mare e che è fondamentale per lo sviluppo e la crescita dell'intera industria nautica.

Il presidente della Regione Liguria ha riconosciuto che la piccola nautica sta attraversando un momento di crisi, ma ha espresso la ferma convinzione che possa riprendersi.

Ha interpretato questa fase come parte di un ciclo naturale di crescita del settore, suggerendo che dopo molti anni di espansione, un periodo di appiattimento sia un fenomeno comune in ogni attività economica.