L'incontro del 29 settembre 2026 al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, incentrato sul piano industriale di Cogne Acciai Speciali, è stato giudicato "non esaustivo" dalla Fiom-Cgil. La riunione, tenutasi a Roma, ha affrontato la delicata situazione dell’azienda siderurgica valdostana, ma ha lasciato insoddisfatti i rappresentanti sindacali.
Loris Scarpa, coordinatore nazionale Fiom-Cgil del settore Siderurgia, e Paolo D’Auria, segretario generale Fiom Valle d’Aosta, hanno evidenziato come punto critico l’assenza di elementi numerici concreti e di impegni chiari riguardo a investimenti futuri nel confronto con la dirigenza aziendale.
Sebbene Cogne Acciai Speciali abbia illustrato la situazione attuale e alcune linee guida del proprio piano, i sindacalisti lamentano la mancanza di "numeri né indicare ulteriori investimenti concreti".
Secondo quanto comunicato dall’azienda stessa, i contenuti definitivi del piano industriale dovrebbero essere definiti entro la fine dell’anno. La Fiom, tuttavia, sottolinea l'importanza di collegare questo confronto al futuro produttivo e occupazionale dello stabilimento, chiedendo che la discussione si estenda anche alle condizioni di lavoro dei dipendenti.
Le richieste della Fiom dopo la riunione ministeriale
La Fiom esprime profonda preoccupazione per il rischio che lavoratrici e lavoratori debbano subire gli effetti della crisi su più fronti.
Tra questi, il crescente peso delle bollette e del costo della vita, il ricorso agli ammortizzatori sociali e la potenziale messa in discussione della contrattazione integrativa. Su quest'ultimo aspetto, il confronto con l’azienda è già aperto, come dimostrato dagli scioperi di luglio che hanno preceduto l'attuale fase di trattative.
D’Auria e Scarpa ribadiscono la richiesta di risposte concrete sul futuro produttivo e occupazionale dell'azienda. Sollecitano, inoltre, che la trattativa prosegua con determinazione sia sul piano industriale sia sulle condizioni di lavoro, ritenendo fondamentale un dialogo continuo e costruttivo per tutelare gli interessi dei dipendenti.
Il sindacato ha anche portato all'attenzione del Governo la questione dei costi dell’energia e la necessità di politiche industriali di sistema.
La Fiom argomenta che, in assenza di risposte adeguate al peggioramento del quadro economico generale, le imprese impegnate in produzioni considerate strategiche potrebbero essere indotte a risolvere i propri problemi con soluzioni interne, trasferendone inevitabilmente i costi su lavoratrici e lavoratori. Il documento sindacale diffuso dopo l'incontro include esplicite richieste di interventi mirati sui costi energetici e un richiamo a politiche europee più incisive in materia di energia e industria.
Il contesto delle precedenti mobilitazioni sindacali
Le preoccupazioni sindacali per Cogne Acciai Speciali non sono recenti. Già a luglio, il clima di incertezza aveva portato a mobilitazioni e scioperi, evidenziando la necessità di un intervento istituzionale e di un confronto serrato con la direzione aziendale.
La questione della cassa integrazione e la disdetta della contrattazione integrativa erano già al centro del dibattito, contribuendo a un clima interno difficile. La Fiom ha sempre sostenuto la necessità di chiarezza sulla strategia della proprietà e sulla tutela di un'azienda considerata strategica per il territorio e per il settore.