Una decisione cruciale è stata emessa dalla giudice del Lussemburgo, che ha concesso sei mesi supplementari per l’esercizio della prelazione sui progetti di cessione delle quote di tre soci della holding Delfin. Il provvedimento, che estende il termine iniziale del 30 settembre, riguarda specificamente Leonardo Maria del Vecchio, Clemente del Vecchio e Rocco Basilico, ciascuno titolare di una partecipazione significativa pari al 12,5% del capitale. Questa proroga interviene direttamente sui tempi stabiliti per i progetti di cessione delle quote, introducendo di fatto una fase di tempi supplementari per la procedura che coinvolge i tre importanti soci della holding.
La notizia, diffusa il 29 settembre 2026, conferma la proroga di sei mesi per la prelazione, un diritto che permette agli altri soci di acquistare le quote prima che vengano offerte a terzi. Tale diritto, che avrebbe dovuto scadere il 30 settembre, vede ora la sua validità estesa. I soci coinvolti in questi progetti di cessione, ognuno con una quota del 12,5%, sono stati identificati in Leonardo Maria del Vecchio, Clemente del Vecchio e Rocco Basilico, figure chiave all'interno della struttura societaria di Delfin.
Il contesto delle quote Delfin e il diritto di prelazione
La vicenda si concentra sui complessi progetti di trasferimento delle quote azionarie riconducibili ai tre soci menzionati, all'interno di Delfin, la prestigiosa holding della famiglia Del Vecchio.
Le richieste di trasferimento erano state originariamente avanzate il 30 giugno, coinvolgendo congiuntamente Leonardo Maria del Vecchio, Clemente del Vecchio e Rocco Basilico. Un elemento di particolare rilievo nel procedimento svoltosi in Lussemburgo è stata l'opposizione manifestata da Leonardo Maria del Vecchio alla richiesta di proroga di sei mesi. Tale richiesta era stata presentata da Delfin e riguardava la possibilità per i soci di trasferire la propria quota del 12,5% in una società personale, una mossa con implicazioni strategiche.
Il trasferimento delle quote in società personali è una pratica che offre ai soci la possibilità di ottenere finanziamenti. Questo avviene offrendo in garanzia le azioni delle società veicolo create ad hoc.
Tale meccanismo assume un'importanza cruciale nel contesto di Delfin, poiché le azioni dirette della holding non possono essere date in pegno senza il consenso unanime di tutti gli otto soci. È un vincolo che rende il trasferimento in società personali una via preferenziale per l'accesso al credito. In questo scenario, è stato notato che Luca e Paola Del Vecchio avevano già precedentemente completato un trasferimento analogo delle rispettive quote, stabilendo un precedente all'interno della famiglia.
La decisione del tribunale lussemburghese e le sue implicazioni
Il tribunale del Lussemburgo era chiamato a pronunciarsi il 29 settembre su questa delicata richiesta di rinvio, una decisione attesa con grande interesse.
La sentenza emessa dalla giudice prolunga ora di sei mesi il periodo entro cui esercitare la prelazione sui progetti di cessione delle quote. Questo spostamento temporale significa che la gestione dell'intera procedura, inizialmente prevista per concludersi entro il 30 settembre, si estenderà ben oltre tale scadenza, offrendo un lasso di tempo aggiuntivo per le negoziazioni o per l'eventuale esercizio dei diritti di prelazione. La decisione ha un impatto diretto sulla pianificazione finanziaria e strategica dei soci coinvolti e della holding nel suo complesso.