Dompé sta valutando investimenti negli Stati Uniti, per un possibile sito produttivo di supporto destinato al mercato americano. Il presidente esecutivo Sergio Dompé ha chiarito che questa ipotesi non intacca la centralità dello stabilimento dell'Aquila, pilastro aziendale. La valutazione è motivata dall'importanza strategica del mercato americano, non da questioni legate ai dazi, come precisato.

L'azienda, con l'export verso gli Stati Uniti gestito dall'Aquila, considera una struttura di backup oltreoceano per rafforzare la propria presenza. Tempistiche, localizzazione o importi specifici non sono stati forniti.

Dompé ha categoricamente escluso che la decisione sia influenzata dai dazi, affermando: «Assolutamente no».

Il ruolo strategico del polo aquilano

Lo stabilimento dell'Aquila si conferma il polo produttivo primario di Dompé in Italia. Negli ultimi cinque anni, l'azienda ha destinato oltre 50 milioni di euro al sito aquilano per aumentarne capacità e impianti. Tali investimenti rafforzano il polo, operativo a Campo di Pile dal 1993.

La struttura si estende su oltre 170mila metri quadrati e impiega oltre 300 persone. Dispone di nove linee produttive: otto dedicate a molecole di sintesi e una all'area biotech. La capacità produttiva annua raggiunge i 700 milioni di dosi e 45 milioni di confezioni, con prodotti distribuiti in oltre 40 Paesi.

Produzione farmaceutica e innovazione biotech

Il sito aquilano ospita due officine di produzione distinte. L'area farmaceutica gestisce produzione, confezionamento, controllo e rilascio di specialità farmaceutiche solide e liquide orali. L'area biotech è specializzata nella produzione di principi attivi biotecnologici. Il polo include magazzini, uffici amministrativi, laboratori di controllo qualità e strutture di ricerca e sviluppo focalizzate su nuove terapie, specie per le malattie rare.