La Regione Emilia-Romagna promuove per la prima volta gli Stati generali della pesca e dell’acquacoltura, un’iniziativa strategica che si inserisce nel quadro del programma Feampa 2021-2027. Il percorso, presentato a Bologna il 7 settembre 2026 dall’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi, pone al centro del dibattito temi cruciali per il settore: l’emergenza legata al granchio blu, l’impatto del caro gasolio, le sfide derivanti dai cambiamenti climatici e la necessità di valorizzare l’economia del comparto.

Il settore della pesca e dell’acquacoltura rappresenta un patrimonio storico e vitale per l’Emilia-Romagna, coinvolgendo un significativo numero di operatori: ben 4.500 addetti e 2.600 imprese.

Gli Stati generali si prefiggono l’obiettivo di raccogliere proposte concrete e innovative per il rilancio e il sostegno di questo comparto, con particolare attenzione alle esigenze delle marinerie, alla gestione dei porti, al ruolo fondamentale della ricerca e ai supporti necessari per affrontare le emergenze che ciclicamente colpiscono la pesca regionale.

Il calendario degli incontri

Il programma degli Stati generali prevede una serie di appuntamenti dedicati. Il primo incontro è fissato per il 25 settembre 2026 a Goro, in provincia di Ferrara, e sarà focalizzato sul confronto riguardo le specie invasive e l’impatto dei cambiamenti climatici. Il percorso proseguirà il 9 ottobre 2026 al Museo della Marineria di Cesenatico.

La chiusura dei lavori è prevista per il 27 novembre 2026 al Teatro Galli di Rimini, dove il dibattito verterà sulle risorse europee disponibili e sulla programmazione successiva al 2027.

Tra i temi in agenda figura anche la questione della dipendenza italiana dal prodotto ittico estero, un dato richiamato dall’assessore Mammi che evidenzia come "oggi l'80% del pesce consumato in Italia proviene dall'estero". Sul fronte economico, sono già stati stanziati importanti fondi: 40 milioni di euro attraverso la programmazione Feampa e ulteriori 5 milioni di euro di risorse regionali destinati al contrasto di calamità naturali e problematiche urgenti come il granchio blu, l’anossia e la mucillagine.

Il contesto sul granchio blu

L’emergenza del granchio blu è già oggetto di un progetto sperimentale innovativo, promosso e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna in stretta collaborazione con l’Università di Bologna. Denominato Octo-Blu, il progetto è nato nel 2024 da un accordo tra la Regione e l’Alma Mater, in attuazione del Programma nazionale Feampa 2021-2027. La sua finalità è verificare la possibilità di utilizzare il polpo, noto come predatore naturale del granchio blu, come strumento di controllo biologico della specie invasiva.

Nell’ambito di Octo-Blu, i ricercatori hanno condotto studi approfonditi sul comportamento del crostaceo, analizzando le sue capacità riproduttive e alimentari, e m