Il Consiglio regionale delle Marche ha dato il via libera a una nuova proposta di legge mirata a garantire la giusta remunerazione per i produttori agricoli e zootecnici del territorio. L'approvazione è avvenuta ad Ancona, durante la seduta del 29 settembre 2026, con un voto a maggioranza che ha registrato 19 favorevoli e 10 contrari, al termine di un acceso dibattito in aula.
Il testo legislativo, frutto dell'iniziativa dei consiglieri Luca Marconi (Udc) e Marco Ausili (FdI), introduce un principio fondamentale: la remunerazione dei produttori non dovrà mai essere inferiore ai costi effettivi di produzione.
Questo rappresenta un passo significativo per la tutela del settore primario regionale.
La Regione, tuttavia, non interviene direttamente nella fissazione dei prezzi. Il cuore del provvedimento risiede, piuttosto, nella promozione di specifici protocolli d’intesa. Questi strumenti sono pensati per facilitare la collaborazione e l’accordo tra tutti gli attori coinvolti nella filiera agricola e zootecnica, delineando un quadro di riferimento condiviso.
Gli accordi dovranno basarsi su parametri pubblici e oggettivi, garantendo trasparenza e equità. Tra i riferimenti indicati figurano i dati forniti da enti autorevoli come l’Istat e l’Ismea, oltre ai contributi di università e centri di ricerca specializzati.
L'obiettivo è fornire le basi per una corretta indicizzazione dei prezzi, senza l'introduzione di un prezzo stabilito in via amministrativa dalla Regione, ma attraverso criteri e riferimenti condivisi.
Impegni della grande distribuzione e protocolli di filiera
Nell'ambito di questi protocolli d’intesa, la grande distribuzione organizzata è chiamata a svolgere un ruolo cruciale. Le sue responsabilità includono il rafforzamento della presenza dei prodotti marchigiani sugli scaffali, la condivisione di criteri trasparenti per l'indicizzazione dei prezzi e l'impegno a garantire una giusta remunerazione ai produttori, assicurando al contempo un prezzo equo per i consumatori finali.
Parallelamente, il testo assegna alle organizzazioni agricole il compito di elevare gli standard qualitativi e etici.
Questo si traduce nella garanzia di tracciabilità dei prodotti, nell'assicurazione della loro qualità, nella promozione di un lavoro etico lungo tutta la filiera, nella costanza delle forniture e in una maggiore aggregazione tra le aziende agricole, elementi chiave per rafforzare la competitività del settore.
La Regione intende sostenere attivamente gli accordi di filiera e le organizzazioni di produttori, considerandoli strumenti essenziali per la stabilità e la crescita del comparto. Il provvedimento prevede anche un rafforzamento dei controlli volti a contrastare le pratiche commerciali sleali. Le aziende che dovessero adottare tali pratiche saranno escluse dai sostegni regionali, a riprova dell'impegno della Regione per un mercato più equo e trasparente.
A completamento delle misure, è prevista una campagna informativa dedicata a sensibilizzare operatori e cittadini sui principi e i benefici della nuova legge. È importante sottolineare che l'attuazione di questa normativa non comporterà nuovi oneri per il bilancio regionale, garantendo così la sostenibilità finanziaria dell'iniziativa.
Il percorso legislativo in Consiglio
La proposta di legge, identificata con il numero 18, era stata inserita all’ordine del giorno della seduta del Consiglio regionale convocata per martedì 29 settembre 2026. I lavori, iniziati alle ore 10, hanno visto la discussione del testo intitolato “Riconoscimento della giusta remunerazione non inferiore ai costi di produzione agricoli e zootecnici”.
Durante il dibattito consiliare, il consigliere Luca Marconi ha ricoperto il ruolo di relatore di maggioranza, illustrando le motivazioni e gli obiettivi della proposta. La posizione della minoranza è stata invece rappresentata dal consigliere Leonardo Catena, che ha espresso le proprie osservazioni e critiche al testo prima della votazione finale che ne ha sancito l'approvazione.