Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, è intervenuto sulla complessa vertenza che ha coinvolto Electrolux a Porcia, in provincia di Pordenone. L'occasione è stata la visita alla Cimolai, alla quale ha partecipato anche la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. Il 10 ottobre 2026, Ciriani ha illustrato il nuovo assetto del confronto sull'azienda, presentandolo come il frutto di un lavoro condiviso e sinergico che ha visto la partecipazione di partiti, istituzioni, opposizione e sindacati. Il punto focale di questa revisione è la prospettiva annunciata dal ministro: la garanzia di nessuna chiusura dei siti produttivi sul territorio italiano.

Ciriani ha rievocato il piano iniziale, che prevedeva un numero significativo di esuberi, delineando il rischio concreto di “un disastro sociale con 1.700 licenziamenti”. Ha sottolineato come il cambiamento di rotta nella vertenza sia stato possibile grazie alla costituzione di un fronte comune intorno al dossier Electrolux. “Il fronte comune ha ottenuto una revisione totale di quel piano inaccettabile”, ha dichiarato il ministro. Ha inoltre menzionato l'importante passaggio avvenuto a Roma, dove, insieme al ministro Adolfo Urso, è stato concluso un preaccordo che il governo si propone di finalizzare entro la fine del mese di ottobre.

Il nuovo piano: uscite volontarie e impegni produttivi

Secondo la ricostruzione fornita da Ciriani, il nuovo piano non contempla più licenziamenti unilaterali, ma si basa su un programma di uscite volontarie e incentivate, da attuare nell'arco di tre anni.

Un elemento cruciale è l'impegno assunto da Electrolux a rimanere in Italia, garantendo il mantenimento di volumi produttivi superiori ai tre milioni di pezzi. Il ministro ha evidenziato come questi risultati rappresentino una difesa concreta della presenza industriale nel Paese e dei posti di lavoro, scongiurando l'alternativa che avrebbe potuto portare alla chiusura delle fabbriche, a massicci licenziamenti e a un grave impatto economico e sociale su un intero settore strategico.

Il calendario della vertenza rimane serrato e concentrato sul mese di ottobre. Ciriani ha indicato le prossime settimane come il periodo decisivo per definire tutti i dettagli del preaccordo raggiunto, fissando il 29 ottobre come data per l'incontro finale.

In questo contesto, ha ribadito con forza l'esito positivo per il perimetro industriale italiano: “nessun sito produttivo verrà chiuso”. Questo riferimento si estende a tutti i siti coinvolti nella riorganizzazione, confermando la permanenza dell'azienda nel Paese, elementi che il ministro ha presentato come pilastri della revisione complessiva del piano.

Il tavolo di confronto e la salvaguardia dell'occupazione

Il ministro Ciriani ha evidenziato come il dialogo al tavolo di confronto, che ha visto la partecipazione del ministro Urso, abbia permesso di superare una situazione di potenziale crisi. Questo percorso ha trasformato la vertenza in un cammino di riorganizzazione sostenibile. La strategia adottata, basata sulla collaborazione tra le diverse parti coinvolte, ha così permesso di salvaguardare l’occupazione e la continuità produttiva, ponendo le basi per un futuro più stabile per i lavoratori e per l'industria italiana nel suo complesso.