A Roma, l’8 ottobre 2026, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha presieduto a Palazzo Chigi un incontro con i sindacati sul futuro dell’ex Ilva. Durante la riunione, Mantovano ha annunciato l’intenzione del Governo di presentare nel prossimo Consiglio dei ministri un decreto-legge contenente tutele sociali per i lavoratori. Il provvedimento prevede una Cassa integrazione orientata alla continuità produttiva, non alla cessazione dell’attività.
Il Governo sta inoltre valutando ulteriori tutele sociali da inserire in sede di conversione del decreto-legge.
Il dossier sull’ex Ilva si concentra quindi su misure per il lavoro e sulla garanzia della continuità operativa, con un dialogo costante con le organizzazioni sindacali.
Le misure per i lavoratori
La linea esposta da Mantovano conferma che il decreto-legge includerà misure sociali per i lavoratori. È stato ribadito che la Cassa integrazione non sarà collegata a una cessazione dell’attività, ma alle tutele per la continuità. L’approfondimento di altri strumenti sociali è rinviato alla fase di conversione del provvedimento.
Parallelamente, il Governo mantiene ferma l’intenzione di puntare alla produzione di acciaio green per l’ex Ilva, tramite impianto DRI e forni elettrici. Mantovano ha inquadrato questa visione in un piano industriale credibile, coniugando gli obiettivi produttivi con le garanzie sociali per i lavoratori coinvolti.
Il contesto delle trattative
Il tema delle tutele per l’ex Ilva era già stato discusso il 16 settembre 2026, con l'ipotesi di un pacchetto di strumenti straordinari. Questi includevano Cassa integrazione e misure per frenare i licenziamenti, rivolti ai lavoratori dell’acciaieria e dell’indotto. Il contesto era aggravato dalla conferma, da parte della Corte d’appello di Milano, dello stop all’area a caldo dell’impianto di Taranto dalla fine di ottobre.
In tale scenario, il confronto ha riguardato il personale di Acciaierie d’Italia, destinato a rimanere inattivo con il blocco dell’area a caldo, e i lavoratori dell’indotto e delle imprese appaltatrici. Per queste realtà, erano state annunciate misure di supporto, evidenziando la necessità di interventi per gestire le ricadute occupazionali.