L'osservatorio europeo per il monitoraggio delle droghe e delle dipendenze ha reso pubblici i dati inerenti il consumo di sostanze stupefacenti nei diversi paesi dell'Unione più Norvegia e Turchia. Il rapporto si apre con la consapevolezza di quanto siano mutati gli scenari rispetto a 20 anni fa, quando l'osservatorio nacque. All'epoca si era nel pieno boom dell'eroina e di un crescente diffondersi dell'hiv, rispetto a un oggi caratterizzato dalla presenza di altre sostanze, prevalentemente sintetiche o sempre più pure, sul mercato.

I dati sono eloquenti

I dati fanno riferimento al 2013 ma le conclusioni dell'osservatorio si sposano con lo scenario politico internazionale che, in maniera diversa a seconda delle latitudini, sta aprendo o sviluppando un dibattito sulla marijuana e in generale sulle droghe leggere.

Se negli Usa si sta scegliendo la via della legalizzazione (spesso "dal basso" mediante referendum) in Europa - si legge nel rapporto - "la discussione sulla cannabis rimane ampiamente concentrata sui potenziali costi sanitari associati a questa droga. I nuovi dati sottolineano l'importanza del ruolo svolto dalla cannabis nelle statistiche sulla criminalità correlata alla droga, in cui l'80 % dei sequestri riguarda la cannabis (781.000 su 1,25 milioni) mentre il suo consumo o possesso per uso personale è all'origine di più del 60 % di tutte le segnalazioni di reati contro la legge sulle sostanze stupefacenti in Europa".

Cannabis,  il coinvolgimento della criminalità organizzata aumenta

Sempre con riferimento alla cannabis, per la cui legalizzazione è attivo un intergruppo parlamentare in Italia che, a settembre, potrebbe presentare un testo di legge, il rapporto evidenzia due ulteriori fattori: il sempre maggiore coinvolgimento della criminalità organizzata e un contenuto sempre più alto di THC oltre che l'aumento di misure trattamentali per i dipendenti da cannabis.

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Spesso "coatte", aggiungiamo. Il rapporto evidenzia, inoltre, che oltre ai cannabinoidi c'è parecchio mercato per la cocaina e che il nostro paese (assieme a Spagna e Regno Unito) è tra i paesi con il maggior numero di sequestri, quindi di consuatori di sostanze. In Europa, sempre con riferimento alla cannabis, ci si informa che tale sostanza è sia autoctona che importata dal continente Sud Americano. Numeri che impressionano visto che in un anno si arrivano a sequestrare (come nel 2009) quasi 600 tonnellate fra marijuana e hashish. Questi solo alcuni dati di un lavoro molto lungo, reperibile integralmente attraverso il sito dell'associazione Luca Coscioni.

L'ex senatore radicale, Marco Perduca, oggi rappresentante all'Onu del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito ha commentato i dati dell'osservatorio affermando che il proibizionismo non contribuisce a ridurre l'impatto delle sostanze a livello sanitario e sociale; al contrario, le droghe aumentano sia nella diffusione che nella quantità di sostanze disponibili su un mercato che, da decenni secondo i radicali, non è più possibile tenere sommerso e nella più totale illegalità.

Il rapporto, ha ricordato Perduca in una nota pubblicata dal sito dell'Associazione Luca Coscioni, sarà presentato il 26 giugno nell'ambito della giornata mondiale contro le droghe in sede Onu. Quest'ultima, a sua volta, impegnata da anni in una (spesso fallimentare, come ricordato qualche anno fa dalla Global Commission) guerra alla droga che, come ricordato da Perduca, ha causato e causa in tutto il mondo, ingenti costi sia economici che di vite umane.