Il primo ministro greco Alexis Tsipras ieri 5 giugno ha affrontato in Parlamento la situazione a seguito del rigetto dell'ultima proposta greca da parte della UE e per ricevere il sostegno politico per opporsi alla firma di un accordo non condiviso. Il leader di Syriza non ha annunciato la possibilità di elezioni anticipate o di referendum oppure di uscire dall'euro, il suo è stato più un discorso alla nazione che non una relazione sullo stato delle trattative. Tsipras, senza mezze misure, ha definito "inaccettabili, irreali e assurde" le richieste di Bruxelles evidenziando una "notevole distanza" tra le posizioni che risultano "inconciliabili".

Tsipras ha lanciato un chiaro avvertimento ai partner europei: "Siamo alle fasi finali di questo difficile negoziato, noi non abbiamo bisogno di un accordo, ma di una soluzione completa e globale per il bene della stessa Grecia e dell'Europa intera e per porre fine, una volta per tutte, sull'incertezza della situazione greca". Poi ha aggiunto: "È ora di smettere di parlare dell'uscita dall'euro, la nostra proposta è all'interno dei parametri europei ed è l'unico piano realistico perché in sintonia con il mandato popolare ricevuto dalle urne e per le nostre esigenze, le uniche che mi sento di rappresentare".

Tsipras ha ricevuto più di qualche applauso, soprattutto quando ha dichiarato che: "La nostra proposta si basa principalmente sull'obiettivo di avanzi primari più bassi, ma i nostri temi principali rimangono gli stessi: la possibilità di una revisione definitiva del debito; la tutela delle pensioni e degli stipendi; il recupero dei contratti collettivi e un pacchetto di soluzioni per la ripresa economica che sia volta al bene sociale e non all'austerità fine a se stessa."

"La decisione di raccogliere tutti i pagamenti del FMI a fine mese dimostra che nessuno in Europa vuole rompere il confronto-ha ribadito il primo ministro nella fase conclusiva del suo discorso-ma la trattativa potrà essere conclusa solamente sulla base del nostro programma di riforme".

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Non si può dire che Tsipras abbia chiuso la possibilità di un accordo con i creditori, ma ora tutto si complica, il che fa presupporre che la strategia di Tsipras, nel richiedere e ottenere lo spostamento delle scadenze nei pagamenti a fine mese, sia stata posta in essere per avere il tempo necessario nella ricerca di soluzioni alternative per la Grecia. Non a caso il primo ministro greco, sempre ieri, ha parlato al telefono con Vladimir Putin sulle questioni energetiche e per una cooperazione economica. La Grecia, quindi, sta valutando di accettare la proposta russa di aderire alla banca BRICS, come ha annunciato il ministro delle attività produttive e per l'energia greco, Panayotis Lafazanis. La banca NDB BRICS è un'istituzione finanziaria nata dagli accordi raggiunti il 15 luglio 2014 fra le cinque principali economie mondiali emergenti: Cina, Russia, India, Brasile e Sudafrica. L'obiettivo di questo organismo finanziario è quello di scalzare il ruolo preminente degli USA e dei paesi europei e, nel contempo, abbattere il predominio valutario del dollaro.

In un momento in cui i rapporti fra la Grecia e l'Europa potrebbero subire un'empasse, a seguito della mancanza di un accordo, il riavvicinamento con Mosca è considerata una risorsa alternativa essenziale per il governo ellenico, a partire dall'inizio dei lavori per il gasdotto Gazprom, un progetto elaborato da Tsipras con la Russia di Putin e da sempre osteggiato dagli Stati Uniti.