Quella della Grecia è una faccenda destinata a non risolversi in breve tempo: a dimostrarlo ci sono le proposte contenute nel disegno di legge a cui il Presidente Tsipras ha lavorato con la collaborazione dei creditori. L'obiettivo della contrattazione era quello di riuscire ad ottenere un nuovo prestito e, dunque, non è difficile immaginare che quelle contenute nella proposta di legge non siano misure volte alla crescita ma, piuttosto, ricordino molto un'austerità dal sapore tutto italiano.

Prestito ponte: la ricetta di Alexis Tsipras

Tra le misure contenute nel disegno di legge presentato al Parlamento ellenico da Alexis Tsipras vi sono l'abolizione dei privilegi delle isole, i prelievi sulla marina mercantile, la tassazione al 23% dell'istruzione privata che, fino ad adesso, beneficiavano dell'esenzione fiscale e, infine, la privatizzazione del Porto del Pireo, di quello di Salonicco e delle ferrovie.

Quelle proposte da Tsipras sono misure decisamente molto pesanti che, tra le altre cose, dovranno essere attuate il più rapidamente possibile. Il disegno di legge proposto dal Premier ellenico, infatti, dovrà essere approvato entro domani dal Parlamento che avrà anche il compito di esprimersi in merito all'accordo tra il Governo e l'Eurogruppo.

Misure di austerità per evitare la Grexit

Ovviamente, ad Atene si teme anche per un eventuale disaccordo da parte di Berlino che potrebbe bloccare l'erogazione del prestito da 85 miliardi di euro grazie al quale la Grecia avrebbe la possibilità di pagare alla Banca Centrale Europea la rata che scadrà allo scoccare della mezzanotte del prossimo 20 agosto. Senza alcun dubbio, quello del Premier greco Tsipras rappresenta l'unico tentativo per salvare il Paese dalla tanto temuta Grexit anche se il popolo non sembra essere della stessa opinione.

I migliori video del giorno

A questo punto, dunque, non resta che aspettare l'esito del passaggio parlamentare e, soprattutto, capire quali saranno i prossimi scenari sociali a cui Tsipras sarà costretto a fare fronte. Di sicuro, il Parlamento non oserà fare ostruzionismo al percorso riformatore messo in atto dal redento Tsipras anche se non mancheranno disaccordi ed aspre critiche nei confronti della scelta palesemente filo-europea.