"Le camere a gas sono solo un dettaglio della seconda guerra mondiale", per questa frase, e per altre affermazioni sul maresciallo Petain, leader del governo collaborazionista di Vichy durante l'occupazione nazista della Francia, il vecchio leone è sotto processo della magistratura, ma è anche finito davanti alla commissione disciplinare del Fronte Nazionale. Il partito da lui fondato. Grazie alla crisi socio-politica che sta scuotendo l'esagono, e a una migliore gestione mediatica, Jean Marie Le Pen ha perso da tempo il controllo del partito a favore della figlia Marine.

Non perdere gli ultimi aggiornamenti Segui il Canale Lega Nord

Nei meeting politici dello FN, lontano dai giornalisti, le parole d'ordine restano le stesse: identità nazionale, chiusura agli stranieri e antieuropeismo. Quando però la lucina delle telecamere si accende, pochi nel panorama politico transalpino riescono ad essere più capaci di Marine che è da molti considerata la candidata da battere alle presidenziali del 2017.

Un pensiero che fa venire i sudori freddi a molti.

Il Fronte, una specie di srl

Perché il Fronte è affare di famiglia. Fondato da Jean Marie Le Pen nel 1972, riesce a porsi sotto i riflettori negli anni '80 sbancando alle legislative con 35 deputati nel 1986. Da Allora Jean Marie ha sempre controllato la sua creatura e deciso la linea politica. Fino a quando non è comparsa la figlia Marine che ha saputo utilizzare benissimo i media in un mix di vittimismo, aggressività e antieuropeismo viscerale che non le ha però impedito di allearsi con partiti come la Lega di Salvini o accettare finanziamenti da parte della Russia di Vladimir Putin. Adesso alla ribalta è apparsa Marion Marechal-Le Pen, giovane nipote del fondatore, ma già messa in testa di lista ovunque si presenti.

I migliori video del giorno

A 22 anni è eletta deputata diventando la più giovane della storia della repubblica a farcela. Con una doppia piroetta, dopo anni passati a celebrare le virtù del nonno, nell'aprile 2015 si smarca dall'ala protettrice del fondatore e viene nominata in vista delle imminenti elezioni regionali nel feudo del Fronte: la regione Provenza-Costa Azzurra.

Jean Marie, solo, ma non domo

Forse questo colpo il vecchio Jean Marie non se l'aspettava. La sua popolarità è in calo fra gli stessi elettori del Fronte che vedono finalmente una di loro, Marine, protettrice e portavoce della Francia profonda, correre per le presidenziali. Per anni il Fronte è stato considerato come una specie di spaventapasseri per convincere i partiti tradizionali, i socialisti di Hollande e i repubblicani di Sarkozy a cambiare politica o ascoltare alcune istanze. Ora però il Fronte sembra pronto a camminare con le sue gambe e questa metamorfosi si deve a Marine che ha tollerato il vecchio e ingombrante genitore finché ha potuto, ma che adesso non vuole suicidarsi politicamente. Da qui il processo per espellere Jean Marie. Resta da vedere se il veterano delle guerre d'Indocina e Algeria si avvierà all'uscita senza combattere.