Ieri, domenica 27 ottobre,  la lista indipendentista guidata da Mas ha fatto registrare il suo successo alle elezioni catalane. Sebbene non si tratti di una vittoria totale, considerato che non ha raggiunto la maggioranza assoluta del parlamento, ciò pone la Spagna dinanzi una questione più che mai scottante per il suo futuro come Paese unito. In realtà Mas, proprio in virtù della mancata conquista della maggioranza assoluta, sarà costretto a trattare con i secessionisti di Podemos, i quali assumono posizioni diverse al riguardo, soprattutto in tema di Europa. Un ulteriore ostacolo, per la causa secessionista, è legato alla mancanza di una qualche disposizione costituzionale che paventi tale esito, anche se gli indipendentisti credono di poter superare questo ostacolo attraverso un voto popolare referendario.

Sul fronte europeo

Ovviamente non è facile da gestire questa situazione per la Spagna, nonostante lo stesso Rajoy abbia affermato la sua volontà a dialogare con questa forza politica, ma mantenendo ferma l'idea dell'unità nazionale, anche perché c'è da considerare il fatto che la Catalogna è la regione economicamente più avanzata del paese. 

Eppure, se in Italia il discorso indipendentista è stato messo da parte dal partito che sin dalla sua costituzione ne aveva fatto il suo aspetto più caratteristico, osserviamo come in giro per l'Europa ci siano differenti movimenti che, al pari di quello vincitore in Catalogna, professano un'identità territoriale, linguistica e culturale distinta e per questo non priva di ripercussioni per i singoli stati nazionali. Restando in Spagna, movimenti simili si agitano da decenni anche tra i baschi ed in Andalusia, ecco perché un eventuale secessione della Catalogna è maneggiata con cura dall'establishment politico, giacché nel giro di poco tempo potrebbe avviare un effetto domino che finirebbe per smembrare la Spagna come stato nazione unito.

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Basterebbe anche ripensare alla Scozia, che poco più di un anno fa andò molto vicina all'indipendenza. Ma l'aspetto interessante da chiedersi è: come si dovrebbero rapportare un giorno queste realtà con le istituzioni  europee?  Difficile dare una risposta certa, sicuramente resta la questione di come incanalare queste realtà politiche e sociali all'interno di un contesto istituzionale comunitario, dal quale queste ultime spesso tendo a sfuggire oppure ad opporvisi. In questo modo, la sfida lanciata all'Europa sembra essere duplice, da un lato essa dovrà assicurarsi un coinvolgimento di questi eventuali soggetti indipendenti, evitando un loro isolamento, dall'altro lato, in conseguenza di ciò, riattivare e rafforzare il senso di appartenenza, cercando di infondere un sentimento comunitario, la cui mancanza è il terreno su cui si radicano tali movimenti, che rivendicano una propria identità e indipendenza politica.