In questi giorni si discute molto di Europa. Principalmente, ad occupare le prime pagine dei giornali, c'è lo scandalo Volkswagen, e ovviamente la questione migranti, con gli scontri tra paesi, favorevoli e non, alla ripartizione delle quote. Ma contemporaneamente c'è un'altra questione, della quale si parla molto meno, da cui dipende concretamente la possibilità di dover ridisegnare i confini geografici europei.

2.000.000 di persone per le strade di Barcellona per l'indipendenza

Stiamo parlando della situazione politica che, non lontano dall'Italia, si vive in Catalogna, regione spagnola la cui città più rappresentativa è Barcellona.

Il 27 Settembre 2015 ci saranno le "elezioni autonomiche", che decideranno quale partito dovrà guidare la regione catalana. Ciò che preoccupa principalmente Mariano Rajoy, il premier spagnolo, è che al momento c'è una schiacciante maggioranza del partito indipendentista. Già l'11 Settembre, nella Diada, giorno festivo per tutta la comunità catalana, ci sono state massicce manifestazioni indipendentiste: si stima che circa 2.000.000 di persone abbiano sfilato per le strade di Barcellona inneggiando all'indipendenza (foto), chiedendo a gran voce un referendum ufficiale.

Già il 9 Novembre 2014 ci fu un sondaggio ufficioso che non lasciò dubbi su quale fosse la preferenza dei catalani: basti pensare che in tutta la regione ormai il catalano è lingua ufficiale, parallelamente al castigliano (la lingua di tutta la Spagna), e che pian piano sta arrivando addirittura a sostituirla negli atti ufficiali.

I migliori video del giorno

Catalano come lingua ufficiale

Il presidente Artur Mas, dichiarato indipendentista, usa esclusivamente il catalano per tutte le sue interviste e discorsi pubblici. In molte scuole e università, invece, molti professori impartiscono lezioni soltanto in lingua locale. Una situazione ben diversa da quella che c'è in Italia, dove i movimenti che ufficialmente richiederebbero una secessione hanno percentuali di preferenza ancora del tutto irrilevanti, mentre la stessa Lega Nord, il partito che più ha fatto discutere sulla questione nel passato, ha da tempo abbandonato il discorso secessionistico per concentrarsi su altre tematiche. Inoltre un'altra differenza è che queste forze politiche, in Spagna, provengono dalla sinistra, e non dall'estrema destra come si potrebbe pensare.

A conferma del clima di tensione in Catalogna, il 23 settembre, giorno della patrona di Barcellona “Nuestra Señora de la Merced” nella sede dell ayuntamiento c'è stata una vera e propria guerra di bandiere, tra quella contestata spagnola e quella catalana, ben più acclamata, .

Si perderebbero la nazionalità spagnola e quella europea

Gli esponenti del governo centrale spagnolo, intanto, avvertono che, in caso di indipendenza, si perderebbero privilegi come sanità e pensioni e che non sarà annullato l'attuale debito pubblico, che grava sulla comunità catalana. Il ministro degli esteri spagnolo Jose Manuel Garcia-Magallo, recentemente ha parlato anche di perdita della nazionalità spagnola, nonché di quella europea.

C'è stato anche chi ha polemizzato circa l'uso, per fini propagandistici, dell'immagine di importanti personalità legate al mondo calcistico: si sono esposti per l'indipendenza della Catalogna, tra gli altri, Pique, Iniesta, Sergio Ramos e Guardiola.