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Il vertice dei 27 leader dell'Unione, il primo dopo la Brexit, svoltosi oggi a Bratislava, non sembra aver raggiunto il suo scopo. L'intento era quello di riaffermare la necessaria coesione tra i paesi membri dell'UE, ed è quello che in effetti si legge nella dichiarazione conclusiva, che parla di indispensabilità dell'Unione.  Tuttavia, nonostante quanto affermato nel documento conclusivo del vertice, sono emersi, durante lo stesso, posizioni assai distanti. 

Posizioni divergenti

Da una parte, il gruppo dei V4, composto da Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Polonia, ha portato avanti, come già anticipato nei giorni scorsi, l'idea di un'Europa maggiormente intergovernativa e meno comunitaria, contestando in particolare l'obbligo di accoglienza ai migranti.

Su quest'ultimo punto, lo scontro ha interessato anche l'Italia; il premier Renzi, infatti, al termine del vertice non ha partecipato alla conferenza stampa con la cancelliera tedesca e il presidente francese. Renzi ha dichiarato di non voler essere perbenista e fingere la sua soddisfazione per le conclusioni raggiunte. In particolare i punti di divergenza riguardano le politiche sui migranti, con i conseguenti aiuti all'Africa che l'Italia sostiene come necessari, e, infine le politiche sulla crescita. La flessibilità di cui ha bisogno ora l'Italia per ripartire, infatti, mal si concilia con le politiche di austerity. Il Presidente del Consiglio ha, inoltre, ricordato l'importanza dell'attenzione comunitaria all'edilizia scolastica, come politica di avvicinamento ai cittadini; dichiarazione già compiuta a seguito del tragico terremoto che ha sconvolto il centro Italia la notte del 24 Agosto.

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Questa sorta di isolamento italiano fa emergere qualche preoccupazione riguardo al cammino che si prospetta per l'approvazione della legge di stabilità. L'asse Franco-Tedesco, icasticamente rappresentato dalla conferenza stampa a due, rende chiaro il disaccordo su alcuni punti e sulle soluzioni da dare rispetto ai temi della sicurezza, dell'economia e dell'immigrazione.

Si punta al vertice di Roma del 2017

Sembra emergere, dunque, un maggior grado di interesse per le proprie politiche interne; più che una riaffermazione di identità europeista a seguito dell'uscita del Regno Unito. Nonostante ciò la Merkel ha parlato di collaborazione e anche Matteo Renzi, nonostante l'insoddisfazione, si è detto fiducioso sulle possibilità dell'Europa, ma convinto dei necessari compromessi. Il punto della situazione verrà compiuto al vertice di Roma, previsto il 25 Marzo 2017, in occasione del 60 anniversario dalla firma del Trattato di Roma.