Il recente evento della Brexit [VIDEO], che ha visto l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, potrebbe avere risvolti più profondi. Fino ad ora, ci siamo solo concentrati su di un rapporto esteriore, ovvero come sarebbero cambiate le relazioni tra i britannici e il resto dell'Europa. In realtà, questa è solo la facciata più visibile di questo complesso fenomeno, che rischia di compromettere i delicati equilibri della Comunità odierna. Ad un'analisi più profonda (ma neanche troppo), ci si può rendere conto di come il Regno Unito stia vivendo momenti di tensione anche all'interno dei propri confini. Soprattutto quelli scozzesi. La Scozia, infatti, ebbe non poco da ridire riguardo il pessimo esito del referendum sulla Brexit [VIDEO]: non solo i più giovani, ma tutta la popolazione era decisamente propensa a mantenere una salda posizione all'interno del solido gruppo europeo.

Purtroppo, i risultati interni (che dovevano necessariamente essere sommati a tutti gli altri provenienti da londra) non sono riusciti a contrastare la massiccia presenza dei voti favorevoli all'uscita dall'Unione. Ma, nonostante il risultato schiacciante, ancora oggi gli organi di Edimburgo non si rassegnano. Ecco, quindi, l'ipotesi del governo scozzese e come potrebbe prendere forma.

Un nuovo possibile referendum

A prendere parola è proprio il primo ministro scozzese Nicola sturgeon, ovvero, colei che più di tutti avverte la forte tensione con il capo del governo inglese, Theresa May. Secondo le parole del primo ministro Sturgeon, la potentissima May avrebbe più volte rifiutato la proposta, proveniente da Edimburgo, di concedere alla sola Scozia la possibilità di tornare a partecipare al mercato europeo, senza coinvolgere gli altri paesi del Regno.

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Ovviamente, Londra non poteva accondiscendere a tale inusuale proposta: un'intransigenza che il governo inglese ritiene necessaria, per mostrare quanto il paese sia compatto nel mantenere l'impegno assunto tramite il referendum. Stretta in questa situazione, Nicola Sturgeon avrebbe dunque deciso di controbattere con lo stesso, identico strumento: il voto popolare. Stando alle sue dichiarazioni, nei giorni scorsi, avrebbe già annunciato, ai suoi collaboratori, l'idea di realizzare un secondo referendum nel giro di due anni. Lo scopo? Chiedere ai frustrati cittadini scozzesi se tornare, o meno, negli ambiti dell'Unione Europea. Con o senza l'Inghilterra al loro fianco.