Il 16 maggio 2026, l'Iran ha annunciato l'avvio di colloqui con alcuni paesi europei per il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Questa iniziativa segna un'ulteriore fase di apertura da parte di Teheran, che ha già consentito il passaggio a imbarcazioni provenienti da nazioni dell’Asia orientale.
La notizia, diffusa dalla televisione di stato iraniana, ha specificato che "a seguito del passaggio di navi provenienti da paesi dell’Asia orientale, in particolare Cina, Giappone e Pakistan, abbiamo ricevuto oggi informazioni che indicano che anche gli europei hanno avviato negoziati con la marina delle Guardie Rivoluzionarie per ottenere il permesso di transito".
Tuttavia, non sono stati resi noti i nomi dei paesi europei coinvolti né le condizioni specifiche richieste per il transito.
Negoziati con l'Europa e precedenti asiatici
L'annuncio dei negoziati con le nazioni europee segue la recente decisione dell'Iran di autorizzare il transito nello Stretto di Hormuz per alcune navi cinesi. Tale provvedimento è stato adottato in seguito a un'intesa sulle procedure di gestione iraniane del passaggio, raggiunta dopo richieste formali presentate dal ministro degli Esteri e dall'ambasciatore cinese a Teheran. Il via libera alle navi cinesi si inserisce nel più ampio contesto della partnership strategica tra i due paesi.
Questa apertura di Teheran giunge dopo un periodo di severe restrizioni al transito marittimo nello Stretto, imposte dall'Iran a partire dal 28 febbraio.
Tali limitazioni erano state introdotte in risposta a operazioni militari statunitensi e israeliane nella regione. Un esempio significativo di questa nuova fase è il transito di una petroliera cinese, carica di due milioni di barili di greggio iracheno, che è riuscita ad attraversare lo Stretto dopo essere rimasta bloccata nel Golfo per oltre due mesi.
Il ruolo strategico dello Stretto di Hormuz
Lo Stretto di Hormuz è riconosciuto come uno dei principali e più vitali snodi marittimi a livello globale per il traffico petrolifero. La gestione del transito delle navi in quest'area cruciale è sotto il controllo diretto dell'Iran, esercitato attraverso la marina delle Guardie Rivoluzionarie. Le recenti politiche di restrizione e le successive aperture sono state determinate da dinamiche geopolitiche e da specifiche istanze presentate dai paesi interessati al passaggio.
La situazione rimane in evoluzione, con i paesi europei che proseguono i negoziati per ottenere le autorizzazioni di transito. Nel frattempo, la collaborazione con le nazioni asiatiche ha già portato a operazioni di passaggio effettivo. Le autorità iraniane non hanno fornito ulteriori dettagli riguardo ai tempi o alle modalità dei negoziati attualmente in corso.