Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) iraniano ha annunciato mercoledì 15 luglio 2026 la chiusura dello Stretto di Hormuz, una decisione che rimarrà in vigore fino alla cessazione degli “atti di aggressione” da parte degli Stati Uniti. L'annuncio, di significativa rilevanza internazionale, è stato diffuso dalla televisione di Stato iraniana Irib nelle prime ore della giornata, precisamente alle 04:47 ora italiana.
Questa drastica misura giunge in risposta a una nuova serie di attacchi condotti da Washington contro l'Iran e alla ripresa del blocco dei porti iraniani.
L'IRGC ha ribadito con fermezza che “le operazioni di rappresaglia dei combattenti continueranno e lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino a quando gli Stati Uniti non cesseranno i loro atti di aggressione”. A conferma della gravità della situazione, il Corpo ha anche dichiarato di aver colpito e distrutto importanti installazioni della Quinta Flotta statunitense in Bahrein. Tra gli obiettivi specifici figurano il Centro di gestione dell’intelligence nazionale, il Centro di comando e controllo, i principali magazzini di parti e attrezzature militari, e i depositi di carburante della flotta americana.
La sospensione del traffico marittimo e le motivazioni
La decisione dell'IRGC è stata preceduta da un'analoga comunicazione dell'Autorità per gli Affari dello Stretto del Golfo Persico (PGSA) iraniana.
Già domenica 12 luglio 2026, la PGSA aveva annunciato la sospensione del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz a tempo indeterminato, citando come causa le recenti “movimentazioni illegali” delle forze militari statunitensi nella regione. L'Autorità ha specificato che, una volta ristabilite condizioni di stabilità e calma, tutte le richieste di transito saranno esaminate secondo le procedure stabilite, e i permessi necessari verranno rilasciati esclusivamente tramite il sito ufficiale dell'ente, PGSA.ir.
L'annuncio della PGSA ha fatto seguito alla dichiarazione della Marina dell’IRGC riguardo alla chiusura dello Stretto. Questa misura è stata motivata dalle ripetute violazioni da parte di navi che hanno tentato di utilizzare rotte non autorizzate, nonostante i precedenti avvertimenti.
Un episodio emblematico ha visto una nave ignorare gli avvisi, disattivare i propri sistemi di tracciamento e, mettendo a rischio la sicurezza marittima, è stata fermata con colpi di avvertimento. Le autorità iraniane hanno sottolineato che ogni tentativo da parte degli Stati Uniti di sfruttare tali incidenti come pretesto per ulteriori azioni militari sarà affrontato con una risposta severa, che potrebbe includere attacchi contro altre basi militari americane presenti nella regione.
Il rafforzamento del controllo iraniano sullo Stretto
Teheran ha progressivamente intensificato il proprio controllo sullo Stretto di Hormuz a partire dal 28 febbraio, stabilendo l'obbligo per tutto il traffico marittimo di conformarsi rigorosamente alle procedure definite dalle autorità iraniane.
Nel mese di maggio, a ulteriore conferma di questa politica, è stato introdotto un meccanismo specifico che rende obbligatoria la coordinazione del transito per tutte le imbarcazioni con le autorità iraniane e l'utilizzo esclusivo di rotte designate. L'Iran sostiene con fermezza che la persistente interferenza militare statunitense nella regione costituisca una chiara e inequivocabile violazione dell'accordo di Islamabad, un patto internazionale che riconosce esplicitamente il ruolo fondamentale di Teheran nell'amministrazione e nella regolamentazione della navigazione all'interno dello Stretto.